Coronavirus Liguria, 243 positivi sempre in crescita, 20 dimessi e 11 deceduti

Coronavirus Liguria, 243 positivi sempre in crescita, 20 dimessi e 11 deceduti
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Toti: “Prossima settimana sapremo se le misure del governo efficaci. La pandemia ci mette a dura prova, ma il sistema tiene”

Continua progressivamente a crescere il numero di persone positive al covid-19 in Liguria, dove si registra anche il primo caso di ricovero al Gaslini relativo ad una neonata di 11 mesi, in buone condizioni. A fare il punto sull’emergenza in atto è stato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, insieme alla vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale e all’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone.

“Speriamo che le misure stabilite dal governo e in vigore da ieri sera diano i risultati attesi – ha spiegato il presidente Toti – che potremo vedere a partire da martedì o mercoledì della prossima settimana: solo allora sapremo se saranno state efficaci per contenere la pandemia che qui in Liguria ci sta mettendo a dura prova ma senza effetti che ci preoccupino da punto vista dell’offerta ospedaliera. I numeri ci dicono che la curva epidemiologica disegnata dalla nostra task force viene sostanzialmente rispettata. Abbiamo casi seri nelle terapie intensive ma abbiamo anche guarigioni.

Va avanti intanto il nostro dispiegamento di forze per aumentare le capacità del nostro sistema sanitario, in modo progressivo secondo il Piano che abbiamo stabilito. Il nostro obiettivo è reggere al picco che ci sarà nei prossimi giorni garantendo a tutti le cure di cui hanno bisogno”. “Oggi abbiamo avuto una lunga riunione con i rappresentanti del governo – ha proseguito il presidente della Regione – e nelle prossime ore anche il trasporto pubblico locale verrà ridotto in modo tale da garantire sempre la distanza di sicurezza tra i passeggeri, tenuto conto che ci si deve spostare solo per le ragioni stringenti previste nel decreto”.

Il governatore ha quindi ringraziato tutto il personale del comparto sanitario, degli uffici pubblici e delle aziende impegnati sul posto di lavoro “affinché la nostra regione possa continuare a funzionare, dando le risposte necessarie che i cittadini attendono.

Ovviamente – ha aggiunto Toti – tutte le aziende e gli devono adeguarsi alle norme di igiene e garantendo la distanza di sicurezza, che costituisce la difesa più efficace. La paura e lo spavento sono comprensibili ma non devono eccedere i rischi reali: occorre essere rigorosi su ciò che serve, evitando passaparola inutili e dannosi che creano allarmi ingiustificati. Ci sono doveri da rispettare e questo si può fare in sicurezza, senza alimentare paure che non esistono o evocare fantasmi di cui non abbiamo bisogno”.

Per quanto riguarda i dispositivi Dpi, “anche oggi abbiamo ribadito il nostro grido di dolore al governo e alla Protezione civile nazionale. Detto questo, al primo carico arrivato nella notte ne seguirà un altro stasera e un ulteriore carico è previsto domani. Per le consegne partiremo da chi è più esposto, in prima linea, e poi cercheremo di fornirle a tutti coloro che ne hanno bisogno”.

L’assessore Viale ha poi spiegato che “oggi abbiamo incontrato i sindaci dei capoluoghi, che ringrazio per il ruolo svolto nel rapporto diretto con i cittadini; mi sono confrontata con i sindacati dei medici ospedalieri ed a breve incontrerò anche i rappresentanti del comparto sanità. Anche l’incontro con gli enti autorizzati e accreditati è stato importante pe rafforzare l’impegno di tutti affinché non prevalga il senso di abbandono.

Domani Alisa approverà una delibera importante che prevederà, tra l’altro, la prosecuzione del percorso ‘meglio a casa’ per i pazienti non covid-19 e l’implementazione del progetto sull’invecchiamento attivo con i custodi sociali che possono costituire un supporto importante per i nostri anziani”.

Per quanto riguarda gli studi odontoiatrici “sono assolutamente aperti – ha affermato Viale – ma sono certamente soggetti alle regole sul rispetto delle norme igienico sanitarie e di sicurezza, con la necessità di limitarsi agli interventi urgenti e non procrastinabili”. L’assessore ha ribadito “l’alleanza con gli ordini professionali dei medici e odontoiatri e le professioni sanitarie che ringrazio perché sono un punto di forza del nostro sistema. Così come a causa dell’emergenza, la rete ospedaliera che conoscevamo è diventata un unico ospedale, anche per il personale mi sento di dire che stiamo lavorando come un corpo unico con l’unico obiettivo comune di curare le persone”.

L’assessore Giampedrone ha annunciato che “stiamo rimandando a casa il ‘paziente 1’ spezzino, con il percorso delle ‘dimissioni protette’ per concludere la quarantena prima del rientro al domicilio. Inoltre i nostri volontari stanno caricando i mobili per i 15 appartamenti nell’ex ospedale Falcomatà, che sarà utilizzato sempre per le quarantene e le deospedalizzazioni protette.

Da sabato mattina sarà nella nostra piena disponibilità anche la struttura di viale Cembrano a Genova, con ulteriori 51 posti per le stesse finalità mentre stiamo aspettando a brevissimo le ultime autorizzazioni governative per utilizzare la Scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo con i suoi 50 posti. Tutto questo, al netto uso nave che stiamo verificando da giorni e su cui sono in corso tutti gli approfondimenti tecnici necessari. Per quanto riguarda le mascherine, abbiamo deciso che, una volta soddisfatte tutte le esigenze del comparto sanitario, l’eccedenza sarà nella disponibilità della Protezione civile per la distribuzione territoriale a chi ne abbia bisogno”.

 

G. D.

 

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