Polizia di Genova impegnata in furti, decreto anti-contagio, reati di mafia e anarchici

Polizia di Genova impegnata in furti, decreto anti-contagio, reati di mafia e anarchici
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Oltre a far rispettare le norme sull’emergenza coronavirus, la Polizia deve affrontare ogni tipo di reato

Genova Rubano all’interno di tabaccheria, due arrestati

La Polizia di Stato ha arrestato questa notte alle 00,30 in Largo Zecca un albanese di 22 anni e una genovese di 33 anni, entrambi pregiudicati, per il reato di furto aggravato in concorso tra loro.

I due ladri sono entrati, scassinando una vetrata, all’interno dell’esercizio commerciale ed hanno rubato alcuni sacchetti e blister di monete per un totale di euro 209 per poi scappare. Le telecamere del servizio di vigilanza li ha però immortalati ben visibili consentendo al titolare, avvisato dell’intrusione tramite teleallarme, di descrivere nei minimi particolari i ladri in fuga.

A quel punto alcune pantere della Polizia hanno iniziato a effettuare vari giri nelle vie limitrofe riuscendo così ad intercettare i due fuggitivi ancora con la refurtiva in mano. I ladri, che giovedì scorso erano stati denunciati dalla solita volante per ricettazione, trovati a bordo di uno scooter rubato, sono stati arrestati.

 

Genova Segnalazioni per inosservanza decreto anti-contagio

Forte impegno della Polizia bel far rispettare le regole anti-contagio poiché ancora in troppi violano il decreto e viene denunciato. Ecco i casi più significativi:

09.50 Piazza del Roso: Le volanti della Questura hanno beccato un 23enne senegalese che gironzolava nervosamente per la piazza guardandosi continuamente intorno. Insospettiti dalla sua agitazione lo hanno controllato scoprendo così che nascondeva alcuni involucri di cocaina (circa 2 grammi). Doppia denuncia per lui… lo spaccio non rientra tra le cause di giustificazione.

13.30 Via Giotto: I poliziotti dell’Upg hanno intercettato, a spasso per le vie genovesi, due albanesi di 33 e 36 anni che, ignari della disposizione ministeriale che vieta di uscire di casa a causa dell’emergenza sanitaria globale (ormai poco chiacchierata!!??) hanno pensato bene di uscire per un semplice caffè. Peccato però che i bar sono chiusi. Denunciati.

15.00 Vico Amandorla: Le pantere della Questura hanno scovato e poi denunciato, nei vicoli genovesi, 3 uomini che ormai in piena crisi di mezza età accentuata dalla “clausura” imposta dal governo, avevano deciso di scendere in strada per bere e fumare in compagnia di amici persi di vista da ormai troppo tempo. Per i nostalgici è scattata la denuncia.

17.40 Via Cantore: Le volanti della Questura hanno denunciato un 21enne rumeno, residente a Pegli ma a spasso per le vie di Sampierdarena, il quale ha dichiarato di essere autorizzato fino alle 18 a gironzolare per la città (ma da chi?). Denunciato.

22.25 Piazza Matteotti: Una pattuglia dell’Upg ha fermato in Piazza Matteotti un 31enne genovese il quale ha dichiarato di essere in strada per recarsi al lavoro in un supermercato della zona. Fin qui tutto bene, se non fosse che i poliziotti hanno controllato la veridicità della sua dichiarazione scoprendo così che l’uomo era in congedo per malattia dal 20 al 27 marzo. Per lui è scattata la denuncia.

23.20 Via Canevari: Un 33enne marocchino è stato sorpreso da una volante dell’Upg durante una passeggiata serale. L’uomo ha dichiarato di essersi uscito per comprare sigarette. Peccato però che dalla sua residenza al luogo in cui è stato “pizzicato” passassero circa 3 chilometri e durante il tragitto vi fossero numerose rivendite di tabacchi h24.

 

Genova Polizia sequestra un’arma e due ordigni artigianali: arrestato pregiudicato per reati di mafia

La Polizia di Stato di Genova, nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla locale Procura della Repubblica, relativa all’incendio di una vettura commesso a ottobre 2019 in questa via Molassana, ha eseguito una perquisizione nell’abitazione a Pieve Ligure (Ge) di Giuseppe Scibilia, settantenne di origine calabrese, con precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso e associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, ed ha rinvenuto una pistola beretta calibro 6.35 con relativo munizionamento illecitamente detenuta, e in altro locale in sua disponibilità, sito in Val Bisagno, due ordigni artigianali. Gli ordigni, in considerazione della pericolosità e instabilità dell’esplosivo utilizzato per confezionarli, sono stati trasportati e fatti brillare dagli artificieri della Polizia di Stato all’interno dell’ex cava di Camaldoli.

Per la detenzione dell’arma e dell’esplosivo l’uomo è stato tratto in arresto e associato alla Casa Circondariale di Marassi.

Le indagini degli investigatori della Squadra Mobile genovese ora vertono sulla provenienza dell’arma e degli esplosivi, sull’individuazione dei possibili obiettivi e sul contenuto delle agende dell’arrestato rinvenute nella propria autovettura. All’interno sono appuntati numerosissimi nomi, sigle e importi che gli investigatori, in queste ore, stanno cercando di decifrare per delineare l’attività criminale dell’arrestato ed eventuali suoi complici.

 

Genova Digos denuncia tre persone che sobillavano i detenuti

Personale della locale Digos ha deferito all’Autorità Giudiziaria tre soggetti, aderenti all’area anarchica, che nel tardo pomeriggio del 10 marzo si sono posizionati in via Clavarezza, sotto il porticato dello stadio Marassi, adiacente al muro perimetrale del carcere e, con l’utilizzo di un megafono, hanno espresso dapprima solidarietà ai detenuti, poi vere e proprie frasi di incitamento alla sommossa, informandoli che a Milano, grazie alla rivolta, i carcerati avevano ottenuto dei benefici.

Quindi i tre hanno urlato più volte “La lotta paga” e “Libertà”, con i reclusi che a quel punto hanno rumoreggiato battendo sulle inferriate.

Le persone coinvolte nell’iniziativa, sono state identificate da una volante e deferite all’Autorità Giudiziaria per istigazione a delinquere ex art. 414 c.p. e violazione dell’art. 650 c.p.  riferito al Dpcm del 9 marzo che, in tema di misure urgenti di contenimento del contagio del Covid19 sull’intero territorio nazionale, recita all’art. 1 comma 2: “sull’intero territorio nazionale è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico”.

 

G. D.

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