Finanza Liguria smaschera organizzazione che traffica dati personali

Finanza Liguria smaschera organizzazione che traffica dati personali
Spread the love

Criminali dediti all’acquisizione illecita di dati e informazioni personali di migliaia di ignari cittadini

I finanzieri smascherano organizzazione criminale dedita all’acquisizione illecita di dati e informazioni personali di migliaia di ignari cittadini; le informazioni indebitamente utilizzate per proporre la vendita porta a porta di opere d’arte: eseguite numerose perquisizioni in Campania e in Lombardia, coinvolta anche la Liguria.

Queste le regioni colpite: Sicilia, Piemonte, Marche, Valle d’Aosta, Abruzzo, Toscana, Campania, Puglia, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Sardegna, Molise, Calabria, Lazio, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Umbria.

Si tratta di una articolata e innovativa indagine, coordinata dal IV Dipartimento della Procura della Repubblica di Milano, i finanzieri del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche.

Migliaia di generalità comprensive del numero di telefono e dell’indirizzo di residenza di clienti selezionati tra gli acquirenti di opere d’arte e numismatica di rinomate aziende del settore, venivano indebitamente sottratte, catalogate e commercializzate, senza il consenso delle vittime, mediante apposite società schermo costituite all’estero e intestate a prestanome.

Veniva così ignorata la normativa a tutela dei dati personali dei consumatori per disporre senza vincoli di preziose liste di clienti a cui sottoporre propri prodotti.

Gli indagati arrivavano a presentarsi telefonicamente anche come agenti della nota Enciclopedia Treccani, per promuovere in maniera subdola ai malcapitati, con la scusa di rivalutare le opere d’arte già in loro possesso, la vendita di quadri, enciclopedie e altri prodotti una volta fissato l’appuntamento.

Attraverso indagini ad alto contenuto tecnologico e strumenti di investigazione all’avanguardia sono stati identificati gli ideatori ed esecutori dell’attività fraudolenta di trattamento illecito dei dati; nei loro confronti sono state eseguite numerose perquisizioni nelle province di Napoli, Caserta e Milano.

Gli approfondimenti di natura economica hanno consentito di ricostruire il rilevante giro d’affari per centinaia di migliaia di euro.

I fatti per la loro gravità sono stati segnalati anche all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali con richiesta di avviare il procedimento istruttorio propedeutico all’applicazione delle sanzioni pecuniarie previste dal Gdpr.

 

G. D.