Fase 2. Voglia di ripartire: bar, ristoranti, agriturismi, nautica, surfisti, piscine, parrucchiere, estetiste, coltivatori

Fase 2. Voglia di ripartire: bar, ristoranti, agriturismi, nautica, surfisti, piscine, parrucchiere, estetiste, coltivatori
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Tante le attività che stanno fremendo, fra dubbi e incertezze, ma anche per… vivere. Le loro voci

Berrino: “Sono vicino alle preoccupazioni di bar e ristoranti

“Quella del prossimo 28 aprile sarà una manifestazione fatta con grande dignità, rispetto delle regole imposte e che io appoggio totalmente perché il turismo è il settore più colpito dall’emergenza sanitaria e allo stesso tempo anche il più trascurato dal Governo vista la permanente assenza del ministro Franceschini”. Così l’assessore regionale al turismo Gianni Berrino in merito alla manifestazione che il prossimo 28 aprile avrà luogo in tante località liguri e italiane: alle 21 le luci di bar e ristoranti si accenderanno e, alla presenza dei soli titolari, verrà simulata un’apertura serale.

“La preoccupazione dei titolari, ma anche dei lavoratori dei pubblici esercizi, è comune a quella di albergatori, balneari e delle tante professioni legate in special modo al turismo – prosegue Berrino – Preoccupazione dovuta oltre al non aver nessuna certezza su quando la stagione potrà, almeno in parte, incominciare, alle regole che verranno messe per permettere le aperture. Come Regione faremo il possibile per dare risposte concrete, come già stiamo facendo per esempio con i bonus per aiutare le aziende ad assumere il personale necessario”.

“All’inizio della settimana prossima, in accordo col presidente Toti, sarà convocato un primo tavolo di confronto con le categorie per la cosiddetta ‘Fase 2’. Le regole e le limitazioni per forza di cose ci saranno – conclude l’assessore – ma dovranno essere di buon senso, non comportare spese esagerate e limiti insostenibili permettendo agli esercenti di lavorare e ai clienti di godere al meglio del loro aperitivo, della loro cena o della loro vacanza”.

 

Ponti di primavera: conto salato alle attività agrituristiche liguri

Situazione mai vista in precedenza ed imprevedibile, che tanto a livello locale quanto nazionale, sta avendo forti ripercussioni sul turismo, facendo segnare, lungo tutta la Penisola, un crack da mezzo miliardo per i quasi 24mila agriturismi presenti, a causa dell’impossibilità delle classiche gite di primavera, con gli italiani costretti a rimanere chiusi tra le mura domestiche per il lockdown iniziato da quasi due mesi a causa del Coronavirus. I turisti che avevano scelto la Liguria nel 2019 erano in crescita dell’1,5% (arrivi) rispetto all’anno precedente: quest’anno le previsioni, vista l’attuale situazione, non sono altrettanto ottimistiche, e, anche per questo, sono necessari interventi urgenti ed immediati a sostegno delle imprese agrituristiche del territorio, in modo che abbiano nel più breve tempo possibile l’opportunità di ripartire.

È quanto commenta Coldiretti Liguria. Con il fatturato fermo, lavoratori in cassa integrazione o, se stagionali, non assunti, e il blocco delle attività, uno dei settori che in Liguria sta patendo fortemente la situazione è appunto l’agriturismo, in una regione dove, negli ultimi anni, si stava riscontrando una sempre più marcata destagionalizzazione del turismo, che usciva dai margini della sola stagione balneare per la presenza di offerte turistiche differenti in grado di soddisfare i tutti i generi di viaggiatori.

 

Dal comparto della nautica professionale genovese e ligure le proposte per la ripartenza

Consentire a proprietari, utenti e operatori, e non solo a piccoli artigiani, l’accesso a natanti, imbarcazioni e navi da diporto nei porti turistici e nei Marina liguri; abilitare la navigazione ed i movimenti delle unità da diporto lungo le coste, sia per finalità turistico che per preparazioni e manutenzioni necessarie per la stagione estiva, consentendo spostamenti da e per cantieri, per prove in mare e raggiungimento dell’ormeggio presso un Porto/Marina; estendere a tutte le attività legate alla filiera nautica, siano esse produttive e di servizi, l’autorizzazione ad operare nel pieno rispetto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

Ecco le tre proposte per la ripresa del comparto nautico in vista della Fase 2 e della stagione estiva, lanciate da Genova for Yachting – l’associazione che rappresenta il comparto della nautica professionale genovese in un lavoro congiunto con Assagenti, Associazione locale dei Raccomandatari Marittimi, e la Rete dei Marina liguri, Liguria for Yachting.

L’individuazione e la realizzazione di progetti concreti che possano essere volano per la crescita dell’economia legata al mare sono l’obiettivo di Genova for Yachting, che riunisce 44 realtà genovesi che, con un fatturato complessivo circa 170milioni euro annuali, si confrontano con successo in un settore internazionale ad altissimo livello di competizione, in un mercato di riferimento che si aggira intorno ai 6 miliardi (spesa operativa annuale mondiale) con una ricaduta del 100% sul territorio.

 

Surfisti, tornare a cavalcare le onde in sicurezza

“Alcuni giorni fa avevo lanciato l’appello su quanto sia importante l’attività fisica all’aperto per la salute e la mente e la necessità di impostare in tutta sicurezza la sua ripresa – afferma il presidente di Liguria Popolare Andrea Costa – l’auspicio è che tra Coni e Governo si inizi a ragionare in tal senso con protocolli operativi che garantiscano un adeguato livello di sicurezza”.

“Pertanto raccolgo e condivido la richiesta della comunità dei surfisti, lanciata dal levantino Gabriele Raso ‘Gabo’ di poter tornare a fare questo sport rispettando il distanziamento sociale e le buone pratiche per non rischiare di diffondere il coronavirus. Mi attiverò in consiglio regionale con un apposito ordine del giorno affinché il presidente Toti, da sempre attento e sensibile alle esigenze della nostra terra, consenta la possibilità di praticare il surf con tutte le prescrizioni conseguenti”.

 

Il mondo delle piscine liguri fa squadra. Nasce “Insieme si vince”

Nasce Insieme Si Vince, il movimento che riunisce, per la prima volta, tutti gestori di piscine pubbliche della Liguria e le società sportive che vi sviluppano le proprie attività.

Numeri importanti: 50 Associazioni, oltre 100 vasche, 6.000 addetti, tra dipendenti e collaboratori, oltre 250.000 sportivi tesserati e più di 300.000 frequentatori degli impianti per un fatturato aggregato di 30 milioni di euro.

“I numeri del nostro movimento – spiega Andrea Biondi, portavoce di Insieme Si Vince – sono evidente segnale di quanto sia importante il nostro operare in termini di socialità e prevenzione. L’emergenza di oggi ci mette di fronte ad un maturando incasso zero nel periodo di chiusura forzata, ed un sicuro successivo periodo di enorme difficoltà valutabile solo a posteriori negli anni a seguire.

Insieme Si Vince si mette a disposizione delle Istituzioni per definire nel modo più appropriato le regole che consentano la riapertura degli impianti, la ripresa delle attività sportive e la redazione dei protocolli di sicurezza igienico-sanitari che consentano un’immediata sostenibile gestione.

“Sarà di fondamentale importanza – sottolinea Biondi – differenziare in questo iter l’ambiente piscine da palestre, palazzetti ed altri impianti sportivi. Abbiamo messo in rete tutte le nostre competenze per poter elaborare un piano serio e concreto che permetta al sistema di ripartire nonostante i danni ingenti. In attesa di sviluppi abbiamo deciso di sospendere temporaneamente il decorso degli abbonamenti in essere. Stiamo valutando soluzioni a tutela dell’utenza strettamente legate al perdurare della crisi. E’ costante il nostro lavoro di manutenzione per rendere immediata la fruibilità delle vasche. Il nostro obiettivo è quello di salvaguardare il valore sportivo, sociale e di tutela sanitaria delle attività acquatiche. Lo sport è salute, la piscina è salute. Siamo certi che con il sostegno di tutti riusciremo a superare le difficoltà e ritrovarci finalmente tutti in acqua!”.

Lungo è l’elenco dei servizi offerti dal mondo delle piscine: Scuola Nuoto Federale, Nuoto Libero, Gestanti, Post-parto, Neonati, Corsi Nuoto Bambini-Ragazzi-Adulti, Scuole elementari e medie, Nuoto preagonistico e agonistico, Fitness, Scuola AcquaGoal, Pallanuoto, Sincronizzato, Tuffi, Salvamento, Riabilitazione, Disabili, AFA, Formazione Assistenti Bagnanti, Formazione tecnica SIT / FIN, Servizi Medici – Medicina dello sport, Acqua Benessere,  Gym dolce per tutti, in particolare per la terza età, acqua antalgica e per gestanti.

Una “squadra” composta da Società Sportive e Gestori di Piscine. Ecco l’elenco completo ad oggi.

Società Sportive: Amatori Nuoto Savona, Anpi Molassana 2000, Aquarium Vallescrivia, Bogliasco 1951, Centro Nuoto Sestri, Chiavari Nuoto, Circolo Tennis La Spezia, Crocera Stadium, Csi Venere Azzurra, Doria Nuoto 2000 Loano, Foltzer, Fratellanza Nuoto Pontedecimo, Freeswimmer, Genova Nuoto My Sport, Gruppo Sportivo Aragno, Idea Sport, Lavagna ’90, Lerici Nuoto Master, Lerici Sport, Luca Locatelli Genova, Nuotatori Genovesi Albaro, Nuotatori Rivarolesi, Nuoto Team Liguria, Pro Recco Nuoto E Pallanuoto, Rapallo Nuoto, Rapallo Pallanuoto, Rari Nantes Arenzano, Rari Nantes Cairo Montenotte Acqui Terme, Nantes Camogli, Rari Nantes Imperia ’57, Rari Nantes Savona, Rari Nantes Sori, Rari Nantes Spezia, Sestri Levante, Societa’ Ginnastica Andrea Doria, Sori Pool Beach, Spezia Nuoto, Sporting Club Quinto, Sportiva Sturla, Uisp Nuoto Val Di Magra.

Piscine di: Imperia, Arma Di Taggia Sport Management, Bordighera Sport Management, Sanremo Sport Management, Savona, Cairo Montenotte A.Ste.Ma, Albenga Idea Sport, Finale Ligure, Loano, Arenzano, Pra’ Ge, Sestri Ponente Ge, Lago Figoi Ge My Sport 2 , Sampierdarena Ge Crocera Stadium, Carignano Ge Andrea Doria, Casella Ge Aquarium Vallescrivia, Pontedecimo Ge, Rivarolo Ge, Ronco Scrivia Aquarium, Sciorba Ge My Sport – Sis Sport, San Fruttuoso Ge Idea Sport, Piscine Di Albaro Ge, Sportiva Tre Pini Ge, Sturla Ge, Quinto Ge, Ronco Scrivia Aquarium, Torriglia Crocera Stadium, Bogliasco, Sori, Recco, Camogli, Rapallo, Chiavari, Lavagna, Sestri Levante, Istituto Fossati Bragarina La Spezia, Lerici, Sarzana. Piemonte: Arquata Scrivia Aquarium Vallescrivia, Ovada Aquarium, Novi Ligure Aquarium.

 

Parrucchieri ed estetiste dopo il coronavirus

Quello della bellezza è stato tra i settori più colpiti dal Covid-19. Ma come cambierà l’esperienza dal parrucchiere? Come ci garantiremo un appuntamento in sicurezza dall’estetista? A queste e ad altre domande ha provato a dare una risposta Uala (www.uala.it), sito e applicazione leader nel Sud Europa dedicato al mondo beauty e wellness, che svela i risultati del suo Osservatorio sui comportamenti e le aspettative di consumatori, professionisti e aziende del settore beauty nella nuova normalità.

Uala ha intervistato oltre 3.000 utenti in Italia e ha confrontato le risposte con quelle di più di 250 gestori di saloni, nonché di una selezione di top manager delle principali aziende beauty, provando a tracciare i confini della realtà con cui dovremo convivere a breve.

Dal sondaggio emerge infatti che l’84% degli italiani anche durante la quarantena si è preso cura di sé. Tra coloro che non hanno rinunciato a volersi bene il 29% lo ha fatto acquistando prodotti professionali. I clienti si sono rivolti spesso ai loro professionisti di fiducia per individuare il giusto prodotto ma non per acquistarlo, finalizzando l’ordine online sui siti ufficiali dei produttori o sui siti multibrand (73%). Ecco allora che nella fase due e a seguire probabilmente molti utenti potranno acquistare i loro prodotti preferiti direttamente dall’e-commerce del salone.

Nella nuova normalità saranno ancora vietati assembramenti di persone. Non succederà più di condividere il salone con altre dieci persone in attesa per la piega, il lavaggio dei capelli non avverrà più su una poltroncina fianco a fianco con un altro cliente, impensabile usufruire di servizi estetici nella stessa cabina. In questo nuovo scenario l’unico modo per assicurarsi un appuntamento sarà la prenotazione, meglio se online.

Parola d’ordine: flessibilità. In una nuova quotidianità in cui saranno indubbiamente meno i clienti serviti ogni ora, sarà imprescindibile uno sforzo da parte dei centri di bellezza nel dilatare gli orari di apertura. La gestione delle prenotazioni e la capacità dei saloni di riorganizzarsi e ridistribuire il flusso di clienti lungo fasce più ampie della giornata o in giorni della settimana meno affollati, costituirà un elemento determinante per superare la crisi.

Il 40% degli utenti intervistati, pur di garantirsi un posto in salone, si dichiarano disponibili ad accettare nuove disponibilità di orario. Poi anche promozioni a cui gli utenti si dimostrano sensibili: più di 1 su 3 (35%) dichiara che sarebbe felice di acquistare e pagare in anticipo pacchetti o abbonamenti con sconti interessanti per aiutare i saloni di bellezza sul fronte della liquidità, garantendosi in anticipo trattamenti a prezzi scontati.

Prima del Covid-19 in Italia c’erano, a fronte di circa 60 milioni di abitanti, 95.000 centri di bellezza. I saloni potrebbero decidere di condividere spazi più grandi, mettendo a disposizione team più numerosi e capaci di coprire fasce orarie più ampie. Questo anche per far fronte all’inevitabile crollo del fatturato causato dalla quarantena: il 58% dei saloni ritiene che per tornare a livelli di fatturato precedenti alla crisi sanitaria saranno necessari più di 4 mesi dalla fine del lockdown. Inoltre, il 9% dei titolari intervistati sostiene di aver già dovuto ridurre il personale e un ulteriore 18% sta pensando di farlo. Insomma, riservare il trattamento in un ampio spazio, in cui turnano più professionisti, potrebbe diventare la prassi.

 

Fase 2, Cia Savona: bene la liquidità per le imprese agricole

Cura Italia estende anche alle imprese agricole la possibilità di accedere alle garanzie del Fondo Centrale Pmi, condizione che fino ad ora era non era consentita. Le imprese agricole potranno avvalersi sia della garanzia Ismea, sia di quella del Fondo Pmi e la scelta dovrà essere attentamente ponderata in ragione della disponibilità di risorse dei singoli fondi, sia della tempistica nella concessione della garanzia alla banca erogante e del costo della stessa.

E se è positiva anche la ripartenza del settore forestale e della manutenzione del verde, naturalmente la Confederazione auspica che vengano resi operativi altri interventi e richieste avanzate per affrontare e superare l’emergenza e la crisi del settore, dai floricoltori passando le imprese agrituristiche che hanno visto un crollo di fatturato ed entrate per la perdita di Pasqua e dei ponti primaverili. Turismo Verde, l’associazione per la promozione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani, è tornata a fare appello al Governo affinché si tuteli uno dei comparti agricoli e turistici tra i più colpiti dall’emergenza coronavirus, con un fatturato annuo di circa 1,4 miliardi azzerato in poche settimane di pandemia.

 

Lega Universitaria Liguria

Ci irrita – affermano Stefano Pagano, coordinatore, e Gabriele Vasirani, vice – constatare la totale mancanza di coerenza e costruttività della maggioranza e della stessa compagine di governo. La stessa che a dette delle parole del PdC Conte si appellava “al dialogo con tutte le forze politiche” richiamando ad uno “spirito collaborativo”. Ebbene i fatti hanno smentito le sue stesse parole.

Ponendo la questione di fiducia sul decreto “Cura Italia” i nostri emendamenti sono decaduti e dunque l’opposizione è stata azzittita. Nelle commissioni di Senato e Camera tutte le nostre proposte volte a fornire contributi e aiuti economici agli studenti universitari fuori sede sono state frettolosamente bocciate.

La sola Università di Genova è frequentata da più di 30mila studenti provenienti dalle più svariate provincie, regioni e nazioni.

La questione degli studenti fuori sede visto il contesto, così come altre come la dotazione di tablet o pc in comodato d’uso per le famiglie meno abbienti e la revisione dei crediti formativi, sono temi troppo importanti da poter essere snobbati così incurantemente.

Questo ci crea sconforto assistere ad un governo sordo perché non vuole ascoltare ed inerte perché non vuole agire.

 

G. D.

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