Mantenere l’ora legale significa risparmio energetico e taglio emissioni

Mantenere l’ora legale significa risparmio energetico e taglio emissioni
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Negli Usa sperimentazione dell’ora legale permanente ha ridotto i costi sociali di 300 milioni di dollari

Crisi energetica – Il consenso politico è trasversale, così come ampio è il gradimento tra i cittadini per la proposta di mantenere in Italia l’ora legale in modo permanente come forma di contrasto al caro-energia.

La proposta è stata presentata dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) al Governo Draghi sulla base dei dati diffusi da Terna, che quantificano in 420 milioni di kilowattora l’energia elettrica risparmiata nel semestre di ora legale del 2022, con risparmi sui consumi di energia stimati da Sima in oltre 1 miliardo di euro solo nei primi due anni di applicazione dell’ora legale permanente.

<<Il risparmio energetico derivante dall’adozione permanente dell’ora legale, consentirà anche di tagliare le emissioni climalteranti per un totale di 200.000 tonnellate di Co2 nel solo 2022 – afferma Alessandro Miani presidente Sima -: si tratta dello stesso beneficio che otterremmo piantando 2 milioni di alberi, con conseguenze positive sulla salute oltre che risparmi economici dovuti alla riduzione della combustione di fonti fossili per illuminazione e riscaldamento, da noi stimati in circa mezzo miliardo di euro l’anno>>.

Anche gli Usa si stanno predisponendo all’adozione permanente dell’ora legale, che in lingua anglosassone è denominata “Daylight Saving Time”, vale a dire “Orario per guadagnare luce diurna”, senza lasciare spazi a dubbi sui motivi della sua utilità.

<<Gli Stati Uniti d’America ci forniscono infatti già dei dati sperimentali molto positivi perché nel 2007 hanno prorogato in via transitoria di ben 4 settimane l’ora legale al fine di risparmiare energia, consentendo ai ricercatori di fare dei confronti con gli anni precedenti – spiega il prof. Prisco Piscitelli, epidemiologo e vicepresidente Sima -.

Questa proroga dell’ora legale ha determinato una riduzione media del 7% delle rapine negli Usa con punte del -27% posticipando di un’ora il crepuscolo invernale (proprio l’orario tra le 16 e le 17 in cui di solito si esce dal posto di lavoro e si è più esposti al rischio di subire rapine o violenze). I costi sociali evitati grazie alla minore incidenza di rapine sono stati stimati dai ricercatori in 59 milioni di dollari nel solo 2007, a cui aggiungere circa 240 milioni di dollari di costi diretti e indiretti attribuibili alla minore frequenza di stupri. Tutto questo grazie a un’estensione di appena 4 settimane dell’ora legale e senza considerare i risparmi energetici da cui era partita l’iniziativa Usa per il 2007>>.

<<Come Sima chiediamo al Governo Draghi di adottare l’estensione dell’ora legale almeno come soluzione transitoria all’attuale crisi energetica – aggiunge Miani -. D’altro canto, non essendo più l’Italia un Paese con la maggioranza degli abitanti impiegati in agricoltura, viene meno anche la necessità di dover disporre di luce solare già al mattino molto presto.

Infine, va ricordato che l’ora legale è stata definitivamente adottata nel nostro Paese nel 1965-66 diventando popolare proprio in periodo di crisi energetica degli anni ’70 e ha già subito una estensione di circa 3 mesi nel 1996 sulla base di indicazione comunitarie europee – conclude Miani ->>.

 

G. D.