Scuola riapertura a settembre? Mancheranno i banchi fino a novembre. Presidi pronti allo sciopero

Scuola riapertura a settembre? Mancheranno i banchi fino a novembre. Presidi pronti allo sciopero
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In caso di contagio, in questa condizione il capo d’istituto sarebbe il primo responsabile penale e civile, inquisito d’ufficio

A seguito delle ultime informative del Comitato tecnico scientifico e dell’incontro tenuto nella serata tra la ministra Lucia Azzolina, il commissario straordinario Domenico Arcuri e le organizzazioni rappresentative dei dd.ss., il giovane sindacato dei dirigenti scolastici annuncia che se non interverrà una norma in Parlamento il ricorso allo stop alle attività sarà inevitabile.

In alcuni istituti mancheranno infatti i banchi fino a novembre, in altri le nuove aule per tutto l’anno, oltre che il personale necessario. Cosicché non si potrà appieno rispettare le norme sul distanziamento interpersonale previsto dal protocollo sulla sicurezza del 6 agosto. Non bastano le rassicurazioni del Cts. In presenza di contagio, in questa condizione il capo d’istituto sarebbe il primo responsabile penale e civile, inquisito d’ufficio

Le condizioni per la ripartenza della scuola a settembre, non fanno dormire sonni tranquilli ai dirigenti scolastici. Sono per ora poco di più di 400 gli iscritti al giovane sindacato dei dirigenti scolastici, ma la protesta si allarga, anche nelle chat e sui social media ai loro colleghi. Alcuni presidi sono pronti a consegnare le chiavi ai prefetti dopo aver rinviato le ferie pur di provvedere a tutte le richieste e indicazioni pervenute dal ministero dell’Istruzione e da quello della salute. Più volte hanno risposto a domande di richiesti di banchi, spazi, organici. Ora tocca al Governo che vuole la riapertura delle scuole, come tutte le famiglie, giustamente dare certezza anche sulle responsabilità di chi non avrà le aule aggiuntive e il personale docente e Ata richiesto nei tempi giusta per l’apertura dell’anno scolastico. Se sono apprezzabili gli sforzi del Governo per la riapertura in sicurezza delle scuole deve essere chiaro che in assenza di certezze sulla responsabilità dei presidi. lo stato di agitazione non può che montare

Mancano le tutele per i ds

Il sindacato Udir, in particolare, reputa non utile la soluzione prospettata dall’amministrazione di poter sollevare dalle responsabilità i dirigenti scolastici qualora attuino tutte le disposizioni previste dai protocolli in via di approvazione finale: la norma di riferimento, in caso di controversia, rimane, come citato dal Cts, quella contenuta nella legge del 5 giugno 2020, la quale ratifica solamente quanto enunciato dall’art. 42 comma 2 del decreto Cura Italia in merito al l’equiparazione del contagiato da Covid quale infortunio sul lavoro come ribadito dalla circolare 22 del 20 maggio scorso prodotta dall’Inail; la Legge di inizio giugno, in pratica, va a determinare una limitazione o cancellazione delle responsabilità datoriale, in presenza di un lavoratore ( studente) contagiato solo qualora lo stesso dirigente abbia adempiuto in toto  a tutti i protocolli ministeriali sottoscritti tra governo e parti sociali.

Sul piano pratico, tuttavia, Udir sostiene che il contagio è per sua natura poliedrico, mutevole, di difficile individuazione e causa: pertanto, il giudice potrebbe comunque individuare delle mancanze nell’operato dei dirigenti. Il punto, quindi, rimane sempre lo stesso: bisogna approvare a livello legislativo uno “scudo” ad hoc specifico per la tutela dei capi d’istituto, come chiesto pubblicamente dalla scorsa primavera dal giovane sindacato e ribadito nei giorni scorsi alla ministra dell’Istruzione.

La sicurezza prima di tutto

Per quel che riguarda, infine, la preparazione dell’anno scolastico, da un punto di vista organizzativo, Udir torna a sostenere l’indispensabilità di mantenere alte le condizioni di sicurezza. Sia garantendo almeno un metro di distanza tra gli studenti e indossando sempre la mascherina, sia individuando spazi aggiuntivi – con la collaborazione degli enti locali, anche fruendo degli ulteriori fondi ad hoc messi a disposizione di Comuni e Province dal ministero dell’Istruzione, con possibilità di richiesta fino al 26 agosto – qualora le aule non siano compatibili per la convivenza degli alunni nel corso delle lezioni. Molto, certamene, dipenderà dall’andamento del contagio, ma l’abbattimento del numero di alunni per classe, il distanziamento fisico e l’utilizzo permanente della mascherina rimangono condizioni imprescindibili almeno fino a quando la pandemia non sarà debellata

Continua la mobilitazione dei dd.ss Udir fino a quando non si approverà un intervento normativo che definisca precisamente la responsabilità dei dirigenti nell’impossibilità di garantire l’integrale attuazione del protocollo di sicurezza.

La norma conclude Marcello Pacifico presidente nazionale Udir deve riguardare non soltanto tutto il personale dirigente ma anche il personale docente e Ata

 

Sui dirigenti scolastici onorare gli impegni e mantenere le promesse

Le dichiarazioni di Paola Serafin segretaria nazionale Cisl Scuola con delega per la Dirigenza Scolastica.

<<La ripresa delle lezioni in presenza sta diventando una vera sfida per i dirigenti scolastici. Tra misurazioni dell’ampiezza delle aule, distanziamento, Dpi e gel, consegna ritardata dei banchi monoposto e ricerca di nuovi locali, i dirigenti scolastici sono già oggetto di diffide varie da parte di famiglie che chiedono di non utilizzare le mascherine o, all’opposto, di utilizzarle sempre. Segno di una litigiosità sempre pronta a manifestarsi anche nel mondo che ruota attorno alla scuola e che è solo la punta dell’iceberg. È infatti evidente l’enorme esposizione in termini di responsabilità civile e penale che caratterizza il lavoro del dirigente scolastico e che ora appare ulteriormente acuita in questa situazione confusa.

La Cisl e la Cisl scuola, già nel dossier del 18 aprile 2020 (Priorità per la scuola in vista della ripartenza), avevano sottolineato che “i dirigenti scolastici nel loro ruolo di datori di lavoro non possono essere investiti di una responsabilità tanto ampia, senza un adeguato supporto sanitario e tecnico/giuridico e fuori da un contesto di obiettivi e azioni condivise.”

E ancora il 4 maggio nel Dossier Ri-cominciare, un piano strategico per il rientro a scuola, la nostra Organizzazione affermava con chiarezza che era necessario “prevedere una diversa definizione giuridica delle responsabilità dei dirigenti scolastici in quanto datori di lavoro, con l’opportuna e peraltro già da tempo attesa, revisione del D.lgs. 81/2008, in relazione all’emergenza in atto”.

Abbiamo proposto in via informale una formulazione di modifica della responsabilità penale, sulla falsariga di quanto già avvenuto per i medici e sembrava che l’occasione fosse la conversione del dl 22/2020 (era il 20 maggio).  Poi l’intervento è stato rinviato al decreto semplificazioni o alla sua conversione e ancora al decreto di scostamento di bilancio di agosto.

Peccato che, di rinvio in rinvio, nulla sia avvenuto. Anzi, in alcuni casi abbiamo assistito a fenomeni inspiegabili.  Ad esempio, in sede di conversione del decreto semplificazioni, lo specifico emendamento presentato dal senatore Rampi del PD in relazione alla responsabilità penale del personale scolastico è stato dichiarato inammissibile, per estraneità della materia, mentre dallo stesso decreto veniva sancita addirittura la modifica del reato di abuso d’ufficio.

I dirigenti scolastici sono stati vessati con ripetuti e inutili monitoraggi, hanno dovuto misurare le superfici delle aule perché le sbandierate banche dati sull’edilizia scolastica si sono rivelate inutili, sono stati invano promessi loro locali e spazi, assicurando che sarebbe arrivato più organico. A pochi giorni dall’inizio delle lezioni siamo invece ancora in alto mare.

L’impegno sottoscritto già a dalla viceministra Ascani e poi rinnovato il 7 maggio dalla stessa Ministra per la modifica del D.lgs. 81/2008 è, al momento, semplicemente scomparso nel nulla.

C’è da chiedersi quale sia la strategia di intervento del Ministero per non lasciare soli i dirigenti scolastici, intento più volte dichiarato dalla Ministra, e se la parola data abbia ancora un valore.

La Cisl Scuola chiede che si mantengano gli impegni assunti e che si intervenga sulla responsabilità penale del personale scolastico che sarebbe altrimenti lasciato in balia del contenzioso, sempre più diffuso e certamente amplificato da tutti gli adattamenti necessari per prevenire il rischio di contagio da Covid 19 nelle strutture scolastiche>>.

 

G. D.

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