Rende la vita della ex compagna un inferno, arrestato a Imperia

Tra le tante, entrava in casa quando lei non c’era e metteva le stanze a soqquadro
Persecuzione verso ex compagna – Martedì 20 ottobre, la Squadra Mobile della Questura di Imperia ha arrestato, in flagranza di reato, un uomo responsabile di condotte persecutorie verso l’ex compagna e le persone legate alla stessa da relazione affettiva.
L’inferno per la donna comincia quando lei chiude la relazione sentimentale, con la mancata accettazione da parte dell’uomo.
Se subito dopo l’uomo si limitava ad una violenza verbale nei confronti della vittima e delle persone a lei vicine, poi tenta di riavvicinarla con ripetute richieste di incontro fino ad arrivare a veri atti persecutori.
Addirittura, si sarebbe introdotto all’interno dell’abitazione della vittima, in sua assenza, e avrebbe messo a soqquadro l’appartamento, distruggendo e danneggiando i beni presenti.
L’attività d’indagine, nata dalla denuncia della persona offesa, permetteva agli operatori di accertare, in primo luogo, talune condotte, inquadrabili nella c.d. violenza psicologica, e successivamente a constatare che tali azioni vessatorie sarebbero state estese anche ad amici e familiari della vittima.
L’uomo alternava tentativi di riconciliazione ad azioni violente e vessatorie tali da disorientare e rendere emotivamente più vulnerabile la vittima. In una occasione, avrebbe anche seguito un suo amico, speronandolo con lo scooter e minacciandolo di non avvicinarsi all’ex compagna.
Più volte avrebbe insistentemente chiesto degli incontri alla donna, presentandosi sul posto di lavoro, oltre a diversi passaggi sotto l’abitazione della vittima, presumibilmente per creare occasioni di incontro.
Per tutte queste ragioni gli operatori della Squadra Mobile avviavano un’attività di monitoraggio e instauravano un canale di contatto diretto con la vittima, al fine di offrirle un supporto sicuro ed eventualmente intervenire tempestivamente nel caso in cui si fosse trovata in pericolo.
Infatti, durante l’ennesimo tentativo di pedinamento, lei chiamava gli operatori, i quali le andavano rapidamente in soccorso, fino a coglierlo in flagranza di reato mentre commetteva l’ennesima molestia.
La perquisizione personale, estesa alla sua autovettura, dava esito positivo. All’interno del veicolo venivano rinvenuti un binocolo, due cacciaviti e una pinza, di cui l’uomo non riusciva a giustificarne il possesso e le ragioni del loro trasporto. Per tale ragione veniva arrestato, in flagranza di reato, per la fattispecie prevista dall’art. 612 bis del Codice penale.
E pertanto associato alla Casa Circondariale di Imperia e messo a disposizione dell’autorità Giudiziaria, dove al termine dell’udienza di convalida, veniva applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari presso la sua abitazione con l’istallazione del braccialetto elettronico e il contestuale divieto di avvicinarsi alla persona offesa.
Inoltre, il Questore Andrea Nicola Lo Iacono emanava nei suoi confronti la misura di prevenzione dell’ammonimento e proponeva al Prefetto di Imperia la sospensione della patente di guida poiché l’autovettura da lui condotta veniva utilizzata sovente per l’attività di pedinamento e controllo della vittima.
Si precisa che, nel rigoroso rispetto della “Legge Cartabia” (D.Lgs. 188/2021) e del principio della presunzione di innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino all’emissione di una sentenza definitiva.
G. D.
































