Forestali denunciano piromane per 9 incendi boschivi dolosi a Mondovì

È un appartenente al corpo volontari Anti Incendi Boschivi della Regione Piemonte
Denunciato piromane Mondovì – Sgomento a Peveragno, dove un residente di 39 anni, appartenente al Corpo Volontari Aib (Anti Incendi Boschivi) della Regione Piemonte, è indagato per avere provocato dolosamente numerosi incendi boschivi nell’estate scorsa, tra il Monregalese e la Valle Pesio, sfruttando il lungo periodo di eccezionale siccità della vegetazione ed elevate temperature.

Gli eventi di cui è ritenuto responsabile, nove in totale, si sono verificati nei Comuni di Chiusa di Pesio (loc. Cavanero e loc. Peschiere), Peveragno (loc. Salto dell’Asino e Valfredda), Villanova Mondovì (loc. Monte Calvario e loc. Rolando) e Pianfei, nei pressi del Lago omonimo, in un arco temporale che va dal periodo pasquale sino alla seconda metà del mese di agosto, bruciando una superficie boscata totale di circa 2 ettari.

Dopo mesi di lunghe indagini, il Nucleo carabinieri Forestale di Mondovì hanno chiuso il cerchio attorno al responsabile. Fin dai primi incendi appiccati, dalle ricognizioni e rilievi effettuati in campo sulle aree percorse dal fuoco, nonché dall’analisi di videoregistrazioni di impianti di videosorveglianza, sono scaturiti i sospetti.
Il 39enne è attualmente indagato per il reato di incendio boschivo doloso, che prevede una pena che va da 6 a 10 anni di reclusione, con l’aggravante della violazione dei doveri inerenti all’esecuzione di incarichi o allo svolgimento di servizi nell’ambito della prevenzione e della lotta attiva contro gli incendi boschivi.

<<Il fenomeno degli incendi boschivi rappresenta un evidente danno per gli ecosistemi e il paesaggio, come si è potuto constatare la scorsa estate a seguito dei numerosi roghi che hanno interessato tutto il territorio nazionale e, in particolare, la Regione Piemonte, in cui è rimasta in vigore, sostanzialmente per l’intero periodo, la Dichiarazione Regionale dello stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi, in relazione alle condizioni ambientali e predisponenti particolarmente critiche – commentano dal Comando -.
Ma oltre a procurare indelebili ferite al territorio e all’ambiente, l’incendio boschivo costituisce un rilevante fatto sociale, essendo statisticamente un evento di origine pressoché umana, con considerevole dispendio di risorse economiche per le operazioni di spegnimento, mettenti anche a rischio il relativo personale impiegato (Vigili del Fuoco e Volontari Aib). Non a caso, la L. 353/2000 ha introdotto nel Codice penale italiano lo specifico reato di incendio boschivo, prevedendo pene molto severe per i responsabili.

Pertanto, gli esiti positivi dell’attività d’indagine svolta dai carabinieri Forestali di Mondovì, rappresenta sicuramente un importante segnale al contrasto della piaga degli incendi boschivi dolosi, purtroppo in aumento anche in relazione alle condizioni climatiche sempre più estreme, e in cui tale comparto di specialità dell’Arma dei carabinieri risulta specificatamente impegnato>>.
Si precisa che, nel rigoroso rispetto della “Legge Cartabia” (D.Lgs. 188/2021) e del principio della presunzione di innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino all’emissione di una sentenza definitiva.
G. D.
































