Emergenza coronavirus L’importante ruolo delle forze dell’ordine. Un gradito dono ai Carabinieri di Savona

Emergenza coronavirus L’importante ruolo delle forze dell’ordine. Un gradito dono ai Carabinieri di Savona
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L’Arma continua la sua opera di vicinanza alla gente in un momento così difficile e non mancano attestazioni di sincero affetto

Nella mattinata di ieri la signora Battaglini Barbara, si è presentata presso la caserma di Borghetto donando ai Carabinieri un quadro, da Lei realizzato, ed alcune mascherine protettive, come segno di riconoscenza per l’operato dei militari in questo periodo così difficile.

Sul retro dell’opera ha lasciato una sua lettera con la quale ringrazia tutti “…. Per quello che state facendo…” definendo i militari “angeli ed eroi”.

Il gesto è stato particolarmente apprezzato da tutti i militari dell’intera provincia ma per noi rappresenta un gesto verso l’Arma tutta. Una dimostrazione d’affetto questa che incoraggia tutti noi a proseguire sulla strada intrapresa rivolta ad aiutare chiunque abbia bisogno specie in questi mesi così duri per tutti.

Ed è proprio questo uno dei compiti principali che, sempre più spesso, l’Arma sta svolgendo.

Esistono interventi ad alto rischio contro la criminalità, le grandi emergenze come quella che tutti stiamo affrontando queste settimane, operazioni lungo le strade con i relativi imprevisti, ma anche situazioni in cui l’impegno di un Carabiniere si deve esprimere con gesti come la comprensione e il sostegno ad una persona fragile, magari alla ricerca soltanto di un po’ di compagnia.

Così, dopo la signora che qualche giorno fa si è rivolta ai Carabinieri per avere aiuto per comprare delle medicine, ieri una pattuglia dell’Arma della Stazione di Finale Ligure, ha risposto alla chiamata di un’anziana 85enne di Finalpia che denunciava di essere stata vittima di un furto nella sua abitazione.

I militari sono dunque intervenuti immediatamente a casa dell’anziana, vedova e pensionata che vive sola in un appartamento comprendendo subito che la donna si trovava in difficoltà non tanto per il presunto reato, quanto per la sua condizione di solitudine, aggravata dall’età e da un principio di Alzheimer, comunque seguito dai servizi sociali cittadini.

Ci si è resi conto che forse quella chiamata d’allarme era più una ricerca di compagnia piuttosto che per denunciare un reato vero e proprio ed è per questo che i militari si sono intrattenuti con la donna, pur sempre rispettando le norme di protezione vigenti, tenendole compagnia per un po’ e tranquillizzandola sulla natura dei rumori che aveva sentito, probabilmente provenienti da una abitazione vicina.

 

G. D.

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