Coronavirus Liguria, tamponi e mortalità. Pd “Perché non usate quelli ricevuti”, Lega “Solita bufala”

Coronavirus Liguria, tamponi e mortalità. Pd “Perché non usate quelli ricevuti”, Lega “Solita bufala”
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Il professor Ansaldi, responsabile prevenzione in Alisa, ente che ha in gestione il sistema sanitario ligure, ha voluto chiarire il tema della mortalità per Covid e il numero di tamponi effettuati in Liguria

<<La mortalità per coronavirus – spiega Ansaldi – dipende macroscopicamente da due fattori: la demografia della popolazione e il periodo di circolazione del virus. Se voglio confrontare ad esempio due regioni per correggere la differenza demografica è necessario utilizzare un processo detto di standardizzazione. Il nostro tasso di mortalità è sovrapponibile a quello di Piemonte e Marche.

E’ evidente – continua Ansaldi – che se il virus circola da più tempo avremo più morti. La Liguria ha un tasso standardizzato di mortalità inferiore a Lombardia e Emilia Romagna, superiore al Veneto e sovrapponibile a Marche e Piemonte. Considerando la demografia e il periodo di circolazione sostenuta, in Liguria si osserva una mortalità inferiore a quanto rilevato nelle regioni con un quadro epidemiologico simile.

Non esiste inoltre – conclude il professore – una relazione tra il numero dei decessi e il numero dei tamponi effettuati sulla popolazione, la distribuzione è del tutto casuale. Fare i tamponi naturalmente serve, ma è importante che ai tamponi siano accompagnate azioni programmatorie>>.

 

Al Gruppo Pd regionale, la gestione dei tamponi non è piaciuta: “La Liguria fa meno della metà dei tamponi a sua disposizione. La media nazionale è del 70%. Perché’ Toti non usa i tamponi inviati dalla protezione civile nazionale? Tutte le altre regioni li usano e noi no. E’ come combattere alla cieca contro il virus”

<<La Regione Liguria – lamenta Diego Curcio del Pd – ha effettuato meno della metà dei tamponi a sua disposizione: dei 79600 che gli sono stati forniti dalla Protezione civile nazionale, ne sono stati utilizzati solo 37.842, per un totale di 25045 casi (visto che a volte se ne usano più di uno per una persona).

La media nazionale invece è del 70%. Noi quindi siamo 20 punti percentuale al di sotto degli altri, tanto che ci troviamo all’ultimo posto fra le regioni del Nord Italia con 24,4 tamponi ogni mille abitanti (sotto di noi ci sono solo le Regioni del Sud che non hanno avuto la quantità di contagi e di morti del Nord). Sappiamo bene che i tamponi non curano le persone, come si ostina a ripetere Toti, ma aiutano a mappare e quindi a contenere il contagio.

Se ci troviamo gli ospedali liguri infettati dal Coronavirus è proprio perché non sono stati effettuati per tempo i tamponi sul personale sanitario e ancora oggi sono pochissimi i medici, gli infermieri e gli oss tamponati. Per non parlare delle Rsa, dove ci sono stati molti contagi e molti decessi e gli operatori chiedono di poter effettuare il tampone.

La Regione però preferisci tenerli chiusi nei cassetti. Eppure la Liguria ha un tasso di mortalità molto alto, simile a quello delle Lombardia. Perché Toti non usa i tamponi pur avendoli? Perché ne facciamo solo la metà mentre tutte le altre Regioni ne fanno una media del 70%?

Delle due l’una: o tutti gli altri non ci hanno capito niente oppure (cosa ben più realistica) a non capire nulla sono quelli che hanno governato l’emergenza sanitaria in Liguria, condannandoci a percorrere una strada sbagliata e a combattere alla cieca il virus, senza conoscerne la reale estensione e arrivando sempre in ritardo sulle risposte da dare alla nostra comunità.

 

A Curcio risponde Ardenti (Lega): “79.600 tamponi arrivati da Roma è solita bufala di Cgil e Pd, sono solo 43.600”

<<Un’altra delle solite bufale, utilizzate dalla Cgil e dal Pd per attaccare l’amministrazione di centrodestra – afferma il vice capogruppo regionale della Lega, Paolo Ardenti -. E’ del tutto falso che Regione Liguria abbia ricevuto fino a ieri da Roma 79600 tamponi per i test sul coronavirus. In realtà, ha ricevuto 43.600 ‘tamponi per campioni rinofaringei’ più 36.000 ‘provette per i campioni’.

Dei 43.600 tamponi inviati in Liguria, ben 37.000 sono arrivati solo tra il 18 e il 23 aprile, quando il sistema ligure, seguendo le indicazioni del Ministero, ne fa tanti come la Toscana e il Piemonte in proporzione al numero degli abitanti (ossia quasi duemila al giorno).

Fino a ieri – continua Ardenti – in Liguria sono stati effettuati 37.842 test e, man mano che riceveremo ulteriori tamponi e provette, aumenteremo il numero anche grazie ai nuovi macchinari che Regione Liguria ha acquistato per il S. Martino di Genova e per il S. Andrea della Spezia.

Pertanto, asserire che Regione Liguria abbia effettuato pochi test è una delle solite fake news vergognosamente utilizzata dal centrosinistra per fare propaganda politica e gettare fango sul centrodestra, pure in un momento in cui tutte le istituzioni sul territorio dovrebbero stare unite e compatte per la lotta al Covid-19.

Vorrei far notare che da Roma non ci hanno neanche inviato le provette sufficienti a coprire il numero dei tamponi forniti.

Semmai – conclude il consigliere regionale -, lo scandalo e i ritardi sono da attribuire al Governo e non a Regione e Alisa, che in stretta sinergia con l’assessore alla Sanità Sonia Viale, che ringrazio per il proficuo lavoro, a tutti i livelli si sono sempre impegnate con serietà, professionalità e buonsenso, 7 giorni su 7 e H24, per combattere la diffusione del coronavirus sul nostro territorio>>.

 

Tante polemiche quando negli ospedali muoiono ancora in troppi. Prima o poi il virus sarà vinto, mentre la politica ne uscirà sicuramente sconfitta.

 

G. D.

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