Arrestato sul tetto del ristorante dopo un furto ad Albenga

Già indagato anche per altri furti ad Albenga e Alassio
Arrestato sul tetto ristorante – I militari della Sezione Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Albenga hanno arrestato in flagranza di reato un 22enne marocchino, residente in provincia di Imperia e già noto alle Forze dell’Ordine, gravemente indiziato dei reati di tentato furto aggravato, ricettazione e porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
L’operazione è scattata alle 3 del 28 agosto, quando la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Albenga ha inviato d’urgenza una pattuglia della Radiomobile presso un ristorante in viale Liguria. Pochi istanti prima, infatti, il titolare del locale aveva ricevuto un avviso sul proprio smartphone collegato all’impianto di videosorveglianza, notando la presenza di un soggetto intento a sottrarre il fondo cassa e un salvadanaio contenenti circa 80 euro in monete.
All’arrivo del proprietario, l’uomo si è dato alla fuga abbandonando il maltolto e cercando riparo nelle pertinenze di un condominio adiacente. I carabinieri, giunti tempestivamente sul posto, hanno cinturato la zona e ispezionato l’edificio, rintracciando e bloccando l’indagato sul tetto dello stabile.
È stato recuperato altro materiale che lo straniero aveva nascosto sotto un’autovettura prima di entrare nel locale: un taglierino di 24 cm (posto sotto sequestro) e un computer portatile. Si trattava di un furto commesso poco prima ai danni di un avventore della discoteca “Le Vele” di Alassio.
<<La comparazione dei tratti somatici e degli indumenti (tra cui un paio di bermuda rinvenuti in un sacchetto di cellophane precedentemente nascosto dall’uomo), hanno fornito importanti elementi indiziari per condurre alla presunta attribuzione all’arrestato di un ulteriore furto, avvenuto la notte del 26 agosto scorso presso il locale “Manè” sul Lungomare Colombo di Albenga – informano dal Comando -. In quella circostanza, il malfattore si era introdotto da una finestra lasciata aperta, asportando 500 euro in contanti, una collanina d’oro, una bottiglia di liquore e uno smartphone>>.
L’intera refurtiva rinvenuta nel corso dell’attività investigativa è stata restituita ai legittimi proprietari.
All’esito dell’udienza con rito direttissimo, il Gip del Tribunale di Savona ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti dell’indagato la misura della custodia cautelare in carcere ad Imperia.
Si precisa che, nel rigoroso rispetto della “Legge Cartabia” (D.Lgs. 188/2021) e del principio della presunzione di innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino all’emissione di una sentenza definitiva.
G. D.

































