19enne sul treno per Spezia senza documenti e biglietto minaccia il suicidio e colpisce chiunque

19enne sul treno per Spezia senza documenti e biglietto minaccia il suicidio e colpisce chiunque
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La polizia ferroviaria denuncia a piede libero una donna per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto delle generalità

Nella tarda serata dell’8 ottobre u.s., su segnalazione della Centrale Operativa Compartimentale di Genova, la Polizia Ferroviaria di La Spezia interveniva nella Stazione Centrale in aiuto di personale viaggiante di Rfi in quanto una passeggera, priva di documenti e di biglietto, manifestava atteggiamento aggressivo e minaccioso.

La donna, che rifiutava di fornire le proprie complete generalità e di regolarizzare il pagamento del dovuto, ottemperava alla richiesta del capotreno di scendere dal convoglio, ma mostrava un atteggiamento aggressivo anche nei confronti degli agenti Polfer intervenuti in ausilio.

Considerato lo stato di forte agitazione della giovane, successivamente identificata come una diciannovenne nata in provincia di Roma, ed il fatto che manifestava più volte intenzioni di gettarsi sotto ad un treno, si richiedeva l’intervento di personale del 118, risultando vano ogni tentativo di riportarla alla calma.

All’arrivo dell’ambulanza lo stato di agitazione della ragazza degenerava ulteriormente, tanto che cercava più volte di allontanarsi ed iniziava a colpire con pugni e schiaffi tutti gli operatori, sia della Polfer sia del 118, intenti a cercare di contenere la sua furia; la stessa manteneva il suo atteggiamento estremamente aggressivo fino all’arrivo in Ospedale, dove il personale medico la sottoponeva a sedazione e ricovero nel locale reparto psichiatrico.

Tre agenti della Polizia di Stato, nel contenere la giovane per evitare che potesse compiere gesti sconsiderati e consentire il soccorso al personale dell’ambulanza, a sua volta colpito e ferito dalla ragazza, venivano ripetutamente fatti oggetto di pugni, schiaffi, graffi e morsi da parte della giovane, tanto da dover essere medicati presso il locale Pronto Soccorso dove venivano dimessi con prognosi comprese tra i 2 ed i 5 giorni.

 

G. D.

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