Sestri, incendia l’auto per incassare l’assicurazione

Sestri, incendia l’auto per incassare l’assicurazione
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La Polizia di Stato di Genova alle prese con spacciatori, simulatori, liti familiari e sigilli violati

Arrestato spacciatore di Cornigliano – Cornigliano, ore 21.40

La Polizia di Stato ha arrestato, ieri sera, un cittadino della Tanzania di 62 anni, con numerosi precedenti di Polizia, per il reato di spaccio e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Gli agenti del Commissariato di Cornigliano, durante il regolare servizio, hanno visto il 62enne passeggiare con uno zaino in via Carlo Rolando ed hanno deciso di controllarlo. L’uomo, subito innervosito, ha cercato di divincolarsi per scappare ma è stato prontamente bloccato e trovato in possesso di una bustina contenente 10 gr di cocaina, una somma di 40 euro, suddivisa in banconote di piccolo taglio e ben 3 cellulari.

La successiva perquisizione domiciliare ha consentito agli operatori di rinvenire ulteriori tre telefoni cellulari, 21 contenitori contenenti circa un chilo e 700 grammi di pastiglie in blister che successivamente analizzate sono risultate contenere principi di sostanza derivante dalla cocaina e anfetamina, la somma di euro 390, anche questa suddivisa in banconote di piccolo taglio e 7 paia di scarpe nuove contraffatte.

Il 62enne, a carico del quale sono emersi numerosi precedenti per spaccio, evasione ed immigrazione clandestina, è stato anche denunciato per ricettazione ed introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.

Associato al carcere di Marassi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Incendia la propria autovettura per riscuotere il premio assicurativo. Denunciato – Sestri Ponente

I poliziotti del Commissariato Sestri Ponente hanno denunciato un genovese di 39 anni per incendio doloso, simulazione di reato, falso in atto pubblico e frode assicurativa.

La vicenda si ricollega all’incendio di un’autovettura di grossa cilindrata avvenuto la scorsa estate sulle alture di Multedo; a richiedere l’intervento un residente, accorso anche il proprietario dell’auto.

Dai primi accertamenti non è stato possibile risalire alla causa del rogo, ma la squadra investigativa del Commissariato Sestri Ponente ha avuto, fin da subito, alcuni dubbi sulla dinamica dei fatti, dando il via all’indagine.

La visione delle immagini di video sorveglianza delle abitazioni della zona, il rinvenimento di alcune parti della carrozzeria poste in terra e non intaccate dall’incendio, l’innesco delle fiamme ritrovato nel bagagliaio, le dichiarazioni dei testimoni e soprattutto la storia assicurativa dell’autovettura, hanno indirizzano i sospetti proprio sul proprietario. Gli accertamenti hanno dato, poi, riscontro alla tesi degli investigatori.

L’auto, di nota marca tedesca e di notevole valore commerciale all’atto dell’acquisto (circa 50.000 euro), era stata comprata con formula leasing dall’uomo e “locata” ufficialmente dalla ditta di cui il soggetto è amministratore, alla fine del 2017.

Di lì a poco, esattamente a marzo 2018, la vettura è uscita di produzione, arrivando a dimezzare il valore commerciale, ma non le rate mensili che il genovese avrebbe dovuto ancora pagare, motivi per i quali l’auto sarebbe diventata solo un “onere passivo”, in quanto per “riscattarla” dai vincoli del leasing sarebbero serviti ancora circa 30.000 euro, più dell’effettivo valore.

E qui la soluzione del problema: in modo molto previdente l’uomo ha stipulato a nome della sua ditta una polizza assicurativa in caso di incendio e/o furto molto vantaggiosa, sebbene più onerosa che prevede il risarcimento dell’intero valore d’acquisto riportato in fattura e non del mero valore commerciale della vettura al momento degli eventi assicurati.

Il locatario quindi, dopo avere sporto denuncia per l’incendio subito, ha avviato la pratica assicurativa di risarcimento del danno: a circa un mese dagli eventi la compagnia ha emesso quietanza di 50.000 euro, di cui una consistente parte è entrata nel portafoglio del proprietario.

Particolare non trascurabile, l’uomo per avviare la pratica assicurativa si è rivolto, senza dire nulla dei pregressi, ad un altro ufficio di Polizia per sporgere una denuncia di “smarrimento” del libretto di circolazione dell’auto, così da velocizzare il rimborso senza destare ulteriori sospetti sulla sua posizione: ma, è il caso di dirlo, il “delitto” perfetto non esiste.

Lite famigliare: attivato protocollo “Eva” e un denunciato – Piazza del Santo Sepolcro, ore 14.20

Ieri pomeriggio, i poliziotti dell’Upg hanno denunciato un 47enne italiano per il reato di minaccia.

L’intervento ha avuto origine dalla segnalazione pervenuta al 112 circa una lite famigliare che si stava consumando in un’abitazione. Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato la richiedente che ha riferito di essere intervenuta poco prima per sedare un violento litigio tra il figlio e la fidanzata e che in suo aiuto era accorso anche il compagno, il 47enne genovese. E’ nata così un’ulteriore discussione degenerata sul ballatoio e terminata con un “ruzzolone” dei tre giù dalle scale.

Anche in presenza dei poliziotti i due uomini hanno continuato ad insultarsi ed in particolare il 47enne ha minacciato di morte il giovane, a carico del quale è stato attivato il protocollo “Eva”.

Viola i sigilli di un appartamento andato a fuoco. Denunciato – Via San Bernardo, ore 21.15

Gli agenti del Commissariato Centro hanno denunciato un 38enne marocchino, pluripregiudicato, per violazione di sigilli ed inosservanza del divieto d’accesso alle aree urbane.

Ieri sera, i poliziotti del Commissariato, transitando in via San Bernardo, hanno notato il portone di un civico spalancato. Ricordandosi che all’interno vi era un appartamento a cui erano stati apposti i sigilli a seguito di un incendio, hanno deciso di procedere al controllo. Giunti davanti all’abitazione hanno trovato la porta completamente scardinata, con la conseguente violazione dei sigilli apposti dai Vigili del Fuoco.

All’interno vi era il 38enne intento a slegare la corda posta per delimitare l’area interdetta. L’uomo, in evidente stato d’ebbrezza alcolica, non ha saputo giustificare la sua presenza né esibire un documento d’identità. Negli uffici della Questura è emerso che era già stato denunciato per lo stesso reato e che era stato sottoposto ad un Daspo urbano nel novembre dello scorso anno che gli vietava l’accesso nelle aree del centro storico.

 

G. D.

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