Aumenti, record del grano, e dopo la benzina gli alimentari, caffè a 1,3/1,5?

Aumenti, record del grano, e dopo la benzina gli alimentari, caffè a 1,3/1,5?
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Codacons e Consumerismo denunciano rincari a cascata nel settore alimentare

Volano i prezzi al dettaglio del pane, con rincari medi del +10% in Italia e fortissime differenze sul territorio, lo afferma il Codacons, che segnala come la spesa degli italiani per il pane risulti in forte crescita a causa dei rincari delle materie prime, e salirà complessivamente di +690 milioni di euro su base annua. Della benzina abbiamo già scritto ieri.

Le quotazioni record del grano stanno avendo ripercussioni dirette sui listini al dettaglio del pane, con i prezzi che risultano oggi più cari mediamente del 10% rispetto ad inizio anno – spiega Codacons -.

Analizzando i dati Istat relativi alla spesa media mensile degli italiani per tale alimento, i rincari dei listini produrranno, a parità di consumi, un aggravio di spesa pari in media a +26,5 euro annui a famiglia solo per l’acquisto di pane, una stangata per la totalità delle famiglie italiane pari a +690 milioni di euro annui.

I prezzi di tale prodotto in Italia sono fortemente diversificati sul territorio – conclude Codacons -. A Milano un kg di pane arriva a costare 6 euro al kg, a Trento raggiunge addirittura i 6,4 euro al kg, mentre a Perugia non supera i 2,8 euro al kg, 3 euro/kg a Catanzaro.

Con crisi materie prime a breve il caffè al bar potrebbe raggiungere 1,50 euro

La crisi delle materie prime e il caro-energia stanno avendo ripercussioni dirette sui prezzi al dettaglio dei prodotti alimentari, con diversi rincari che in questi giorni si stanno registrando nei banchi di mercato, supermercati e negozi alimentari.

A denunciarlo è l’associazione dei consumatori Consumerismo No Profit, che fornisce i numeri circa gli incrementi dei listini al dettaglio.

In base ai dati raccolti e alle denunce delle organizzazioni di settore, frutta e verdura sono i generi alimentari che stanno subendo i rincari più pesanti – spiega Consumerismo -.

I maggiori costi della logistica, tra caro-energia e carburanti alle stelle, unitamente a problemi meteorologici, hanno prodotto aumenti dei listini che raggiungono il +70% per le banane, +60% per i funghi, +35% per le patate, +25% pere e zucche.

Ma ad aumentare in tutta Italia è anche il prezzo della pasta (+30%), quello del pane (+10%) e rincari medi del +5% si registrano per latte e carne.

Aumenti si registrano anche per vini e bevande, a causa dei maggiori costi di imbottigliamento legati agli incrementi di vetro, carta, legno, mentre la pausa caffè potrebbe diventare un salasso: il costo della tazzina al bar potrebbe presto raggiungere quota 1,50 euro, a causa delle quotazioni del caffè rincarate del +80% sui mercati internazionali.

<<Incrementi dei listini che colpiscono beni primari e irrinunciabili come gli alimentari, e che porteranno ad una perdita di potere d’acquisto per i cittadini, i quali reagiranno tagliando i consumi – afferma il presidente Luigi Gabriele -.

Una situazione pericolosissima per la nostra economia, poiché una riduzione della spesa delle famiglie provocherebbe effetti a cascata su commercio, industria e imprese, affossando la ripresa economica e riportando indietro di mesi il paese>>.

Aumenti prezzi al dettaglio

  • Banane: +70%
  • Funghi: +60%
  • Patate: +35%
  • Pere: +25%
  • Zucche: +25%
  • Pane: +10%
  • Pasta: + 30%
  • Carne: +5%
  • Latte: +5%.

 

G. D.

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