Siti porno da oggi per accedervi occorre dimostrare la maggiore età
Age verification: elenco delle 48 note piattaforme specializzate in pornografia
I 48 siti: lista AGCOM 13 bis Caivano
Siti porno
– Agcom ha pubblicato la lista dei soggetti che ad oggi diffondono in Italia contenuti pornografici.
<<Tali soggetti, ai sensi del combinato disposto dell’art. 13-bis del decreto Caivano (dl123/2023) e del regolamento attuativo Agcom (delibera n. 96/25/CONS), devono implementare sistemi di verifica dell’età (cd. age verification) per continuare a diffondere i loro contenuti nel nostro Paese – ha deliberato Agcom -.
In caso di mancato rispetto dell’obbligo, l’Autorità diffiderà il soggetto inadempiente e irrogherà, in caso di inottemperanza, le conseguenti sanzioni fino a 250.000 euro>>.
Codacons: <<Bene tutela minori ma divieto facilmente raggirabile. Contenuti porno viaggiano anche su app di messaggistica e social network>>.
<<Dal 12 novembre i menzionati soggetti che diffondono in Italia immagini e video a carattere pornografico, a prescindere dal paese di stabilimento – ricorda il Codacons -, sono tenuti a verificare la maggiore età degli utenti, assicurando un livello di sicurezza adeguato al rischio e il rispetto della minimizzazione dei dati personali raccolti in ragione dello scopo.”
Quindi da oggi i più famosi siti porno saranno inaccessibili ai minorenni, grazie ad un sistema di riconoscimento dell’età anagrafica degli utenti che bloccherà in automatico l’ingresso a chi ha meno di 18 anni. A partire dal prossimo 31 gennaio, invece, l’Agcom potrà esercitare il proprio potere di vigilanza anche verso operatori con sede fuori dai confini nazionali.
Ma il divieto rischia di essere facilmente aggirato e potrebbe non produrre gli effetti sperati. Infatti, video e immagini a sfondo sessuale vengono divulgati anche attraverso social network o app di messaggistica come Telegram, piattaforme alle quali i minori possono accedere facilmente e senza alcuna restrizione – denuncia l’associazione –.
Va poi considerato che il divieto per i siti individuati dall’Agcom vale per i minori che accedono a tali piattaforme dall’Italia, ma simili blocchi non sono previsti all’estero. Questo significa che tramite una Vpn (Virtual Private Network) è possibile connettersi a un server remoto che assegna un indirizzo IP di un altro Paese e aggirare facilmente il blocco italiano.
Va infine considerato che bloccare 48 portali su un bacino sterminato di siti porno esistenti non impedirà certo ai minori di fruire di tali materiali – conclude il Codacons.
Con regole e non regole che variano da Stato a Stato, e con la vastità della rete, sarà veramente difficile tutelare i minori.
G. D.
