Rifiuti. Traffico illecito di 1.300 tonnellate di plastica tra Italia e Malesia

Rifiuti. Traffico illecito di 1.300 tonnellate di plastica tra Italia e Malesia
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Ministro Costa: “Importante indagine di Greenpeace, controlli stringenti e lotta senza sosta all’usa e getta”

<<Nei primi nove mesi del 2019 – affermano da Greenpeace Italia – più di 1.300 tonnellate di rifiuti in plastica sono state spedite illegalmente dall’Italia a aziende malesi: è quanto ha scoperto la nostra Unità Investigativa>>.

L’inchiesta, dichiarano da Greenpeace, è stata condotta con l’utilizzo di telecamere e documentazione riservata e confidenziale.

<<Con l’ausilio di telecamere nascoste – spiegano dall’organizzazione non governativa ambientalista -, abbiamo raccolto le testimonianze di alcune delle aziende malesi disposte a importare illegalmente i nostri rifiuti (plastica contaminata e rifiuti urbani compresi), e abbiamo documentato la presenza di rifiuti plastici provenienti dall’estero, Italia inclusa, abbandonati all’aperto senza alcuna sicurezza per l’ambiente e la salute umana.

Tutto questo è stato documentato grazie all’incrocio di documenti riservati e confidenziali – ottenuti dal governo di Kuala Lumpur, contenenti i nomi delle 68 aziende malesi autorizzate a importare e trattare rifiuti in plastica dall’estero – e un intenso lavoro di molti mesi>>.

<<L’esportazione dovrebbe essere l’ultima ratio – dichiara Paola Ficco, giurista ambientale e avvocatessa -, una società tecnologicamente avanzata deve essere in grado di gestire i propri scarti; se non lo è, deve interrogarsi seriamente su quello che sta facendo>>.

Di fronte a questa situazione, il governo italiano deve assumersi le proprie responsabilità e intervenire subito per porre fine a questi traffici. Le successive dichiarazioni del ministero sembrano andare in questa direzione.

<<Quella di Greenpeace – commenta il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – è un’indagine di grande importanza. Bisognerà approfondire tutte le informazioni acquisite, perché si tratta di un tema che coinvolge numerosi Paesi e che mostra con chiarezza la necessità di lavorare a controlli più approfonditi e stringenti>>.

<<Dati che, se confermati, testimoniano ancor più la necessità di adottare misure urgenti per prevenire queste pratiche illegali e vergognose – continua Costa -. Dobbiamo portare avanti senza sosta la battaglia intrapresa per ridurre al minimo la produzione e il consumo dell’usa e getta, e intraprendere con sempre maggiore convinzione il passaggio ad un’economia circolare che sappia puntare sul mercato del riciclo, riuso e rigenerazione dei materiali>>.

 

G. D.

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