Chiuse le indagini sui pestaggi di tifosi laziali da parte dei genoani avvenuti il 22 febbraio

Chiuse le indagini sui pestaggi di tifosi laziali da parte dei genoani avvenuti il 22 febbraio
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Aggressione della sera prima dell’incontro di campionato Genova – Lazio

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ai responsabili delle aggressioni subite da due tifosi laziali nel centro storico cittadino la sera del 22 febbraio, prima del match di serie A Genoa-Lazio in programma il giorno successivo. Gli autori, appartenenti a due distinte realtà della tifoseria ultras genoana, il gruppo “Carruggi” e il “5 Rosso”, si sono resi responsabili di due distinti episodi a distanza di pochi minuti.

Il primo, avvenuto poco prima di mezzanotte lungo via San Donato, ha visto l’aggressione violenta da parte dei tifosi genoani nei confronti di due supporters della Lazio, non appartenenti ad alcun gruppo ultras, che si trovavano a Genova per assistere alla partita. In quell’occasione le vittime, dopo essere state inseguite, sono state barbaramente malmenate con calci, pugni e cinghiate, e in particolare uno di loro ha subito traumi sul viso guaribili in trenta giorni.

Con riguardo al secondo episodio, avvenuto pochi minuti dopo, un tifoso laziale, giunto anch’egli da Roma e non appartenente ad alcun gruppo organizzato, è stato accoltellato mentre si trovava nel centro storico in compagnia di alcuni amici. All’incrocio tra vico degli Indoratori e via di Scurreria, il gruppo di tifosi del Genoa ha individuato e aggredito i ragazzi, ed ha colpito il tifoso romano con un fendente alla coscia sinistra, procurandogli una ferita guaribile in otto giorni. In quell’occasione la Polizia, prontamente intervenuta sul posto, ha bloccato tre genoani, tra i quali una donna, e ad uno di loro è stato sequestrato il coltello con cui forse è stato ferito il giovane supporter laziale.

Le indagini successivamente condotte dalla Sezione Investigativa della Digos hanno consentito di individuare undici soggetti che hanno partecipato ai “raid”, e constatare che si è trattato di un piano chiaramente premeditato e violento. Invero, gli aggressori avevano programmato l’azione delittuosa già da qualche giorno, e si sono tenuti in contatto sia immediatamente prima, sia durante le aggressioni poste in essere in momenti diversi nei confronti di due distinti gruppi di giovani che si trovavano in città solo per assistere alla partita della propria squadra del cuore.

I responsabili, appartenenti a diverse fasce d’età (dai 25 ai 52 anni) sono tutti lavoratori dipendenti presso varie realtà o titolari di piccola impresa. Alcuni di loro detengono, a vario titolo, molteplici precedenti di polizia per reati comuni, e sono stati destinatari in passato di provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive di varia durata. A causa dei violenti accadimenti, nei confronti di questi soggetti verrà proposta l’emissione del daspo da parte del Questore di Genova.

Giova ricordare le aggressioni perpetrate dai tifosi genoani contro esponenti della tifoseria ospite, sono avvenute in occasione dell’ultima partita di serie A che si è svolta a porte aperte prima del lockdown per l’emergenza covid-19. Tali eventi sono risultati essere il preludio di una successione di ulteriori episodi violenti posti in essere da entrambe le tifoserie contrapposte della città di Genova, sui quali la Digos sta indagando incessantemente per individuarne gli autori.

 

G. D.

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