Il reddito di cittadinanza è un sussidio generoso: fatteli lavorare!

Il reddito di cittadinanza è un sussidio generoso: fatteli lavorare!
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Da sempre in discussione, ora sono in molti che vorrebbero cambiarlo. Una proposta da Toti

Il reddito di cittadinanza fin dalla sua genesi ha creato dibattito e forti dissensi, addirittura ad inizio estate è balzato agli onori della cronaca tanto è stato difficile per gli imprenditori del turismo trovare camerieri e baristi, poiché i disoccupati lo preferiscono.

Inoltre diverse indagini giudiziarie hanno evidenziato come “attivi pregiudicati”, e in qualche caso anche detenuti in carcere, percepissero il sussidio, poiché tale è visto che non assolve il suo compito formativo.

In pratica, le oneste eccezioni confermano la regola, non tutti i disoccupati meritano questo “stipendio” e pertanto alcuni, tanti, vorrebbero che costoro quantomeno venissero applicati in servizi pubblici e utili alla cittadinanza che li paga.

Sull’argomento oggi è intervenuto con una proposta il governatore della Liguria Giovanni Toti.

<<All’improvviso, di colpo, tanti vorrebbero cambiarlo – commenta Toti -. Dico giustamente, anzi, dico da sempre, che non andava proprio fatto. Ma è altrettanto vero che dopo due anni difficili come quelli che abbiamo passato, serve una forma di reddito che aiuti chi ha perso il lavoro, la propria fonte di sostentamento, la propria attività. È possibile conciliare queste cose in modo virtuoso? Io credo proprio di sì.

Oggi il reddito di cittadinanza produce un effetto distorsivo: anziché accompagnare le persone verso un nuovo impiego, le spinge a restare a casa. Così loro non tornano nel mondo del lavoro, si accontentano di vivere con il sussidio e le imprese non trovano lavoratori: già durante quest’estate sono mancati camerieri, personale per gli hotel, lavoratori specializzati in tanti campi del terziario.

Allora la mia proposta è questa: nessuno deve perdere il reddito di cittadinanza, ma per averlo le persone dovranno lavorare davvero o formarsi obbligatoriamente per imparare un nuovo mestiere.

Come fare? Semplice: diamo i soldi alle imprese per assumere le persone che oggi percepiscono il reddito di cittadinanza. Un’impresa che oggi può permettersi di pagare ad esempio 10 dipendenti, potrà averne 15, perché aiutata dai soldi destinati al sussidio. Le persone imparano un mestiere, percepiscono un reddito e allo stesso tempo l’azienda diventa più competitiva.

È una pratica che esiste già – spiega il presidente della Regione -: si chiamano “politiche attive del lavoro”, ovvero assunzioni incentivate per certi settori, vedi i lavoratori stagionali del turismo. In Liguria, ad esempio, abbiamo finanziato questo genere di assunzioni con grande successo. Se avessimo tutti i soldi del reddito di cittadinanza potremmo fare molto di più.

E se uno proprio non trova un’azienda che lo assume, anche se fosse incentivata a farlo? Nessun problema, prenderà lo stesso il reddito, a patto che segua un corso di formazione professionale con presenza obbligatoria, che gli insegni uno dei molti mestieri di cui avremo bisogno per la nostra economia che tanto deve crescere.

Dunque nessuno verrà lasciato indietro, purché non poltrisca sul divano, ma dia il suo contributo, con impegno, alla crescita del Paese – conclude Toti -. Il miglior reddito di cittadinanza si chiama lavoro!>>.

C’è materiale per discuterne, certo così non va bene, il disoccupato ha una dignità.

 

G. D.

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