Decreto 18 ottobre. Duro il presidente Anci: “Su coprifuoco scaricabarile sui Comuni”

Decreto 18 ottobre. Duro il presidente Anci: “Su coprifuoco scaricabarile sui Comuni”
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Antonio Decaro richiama le istituzioni alla responsabilità

I Sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie e piazze dove si creano assembramenti, consentendo l’accesso solo a chi deve raggiungere le attività commerciali o le case private.

Le attività relative al comparto della ristorazione sono consentite dalle ore 5 alle 24 se il consumo avviene ai tavoli; in caso contrario l’apertura è permessa fino alle ore 18, l’asporto è possibile fino alle 24, libere le consegne.

Nei ristoranti è possibile occupare un massimo di sei posti per tavolo e i ristoratori devono affiggere il regolamento ben visibile.

No alle limitazioni di orario per servizi di ristorazione su autostrade, ospedali e aeroporti; sale bingo e sale gioco aperte fino alle ore 21.

La scuola continua in presenza, è possibile però modulare ulteriormente gli orari di ingresso e di uscita per i licei, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo l’ingresso non prima delle ore 9.

La didattica a distanza è possibile in caso di criticità e previa comunicazione alle autorità competenti del ministero dell’Istruzione.

Vietati lo sport da contatto a livello amatoriale, no gare e competizioni di attività dilettantistica di base.

Vietate sagre, fiere locali, convegni e congressi.

Tutte le riunioni delle Pubbliche Amministrazioni, devono tenersi a distanza.

Le palestre hanno una settimana per adeguare i protocolli di sicurezza, altrimenti potrà essere prevista la sospensione delle attività.

Il presidente dell’Anci Decaro: “Su coprifuoco scaricabarile sui Comuni”

<<Il governo, senza nemmeno affrontare il tema nelle numerose riunioni di queste ore, inserisce in un dpcm una norma che sembra avere il solo obiettivo di scaricare sulle spalle dei sindaci la responsabilità del coprifuoco agli occhi dell’opinione pubblica. Questo non lo accettiamo – afferma Decaro.

Ci saranno le forze dell’ordine a controllare le aree pubbliche in cui sarà vietato l’ingresso e a riconoscere residenti e avventori dei locali? I cittadini non si sposteranno da una piazza ad un’altra?

Nei momenti difficili le istituzioni si assumono le responsabilità non le scaricano su altre istituzioni con cui lealmente dovrebbero collaborare.

I sindaci sono abituati ad assumersi responsabilità – conclude il presidente Anci -. Vorremmo che tutte le istituzioni facessero lo stesso>>.

 

G. D.

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