Festival Sanremo si farà, senza pubblico, e non entusiasma

Festival Sanremo si farà, senza pubblico, e non entusiasma
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Sanremo ha sempre scatenato polemiche, è la forza del Festival, ma questa volta non sui compensi degli ospiti

Questi i cantanti in gara

Ci ha provato il Codacons a minacciare di denunciare Amadeus e i componenti del Consiglio di Amministrazione della Rai, paventando la possibilità di una valanga di azioni risarcitorie da parte di cinema e teatri italiani.

Sempre l’associazione dei consumatori ha poi diffidato Rai, Asl, Comune di Sanremo e Prefetto di Imperia affinché sia bloccata la manifestazione musicale, sostenendo che “E’ matematicamente impossibile garantire la salute pubblica in un evento della portata del Festival e il ricorso ai tamponi non risolve il problema, perché i test andrebbero fatti tutti i giorni a tutti i soggetti coinvolti dal Festival, compresi i cittadini che si affolleranno davanti all’Ariston e nelle vie di Sanremo, e sarebbe necessario avere i risultati in tempo reale per evitare pericolosi focolai, con un dispiegamento di forze impensabile”.

Ma “Sanremo è Sanremo”, anche Liguria Popolare, gruppo di maggioranza in Regione, è intervenuta sulle polemiche intorno alla kermesse: “Il Festival di Sanremo deve essere salvaguardato. E’ un patrimonio della cultura nazionale oltre che un patrimonio per la città di Sanremo. Bisogna assolutamente evitare di buttare il bambino con l’acqua sporca. Le polemiche delle ultime ore ci preoccupano molto. Il desiderio di tutti è che teatri e cinema possano riaprire, che le attività culturali possano riprendere a tempo pieno. Penalizzare il Festival di Sanremo è un autogol in zona Cesarini. Finiamola con l’eterna lotta tra cultura alta e cultura popolare.  Stiamo assistendo ad un rito tafazziano (masochistico n.d.r.) in cui a perdere non saranno solo i commercianti o la Rai in termini economici ma il comparto musical-popolare dell’intero Paese. Chiediamo il giusto rispetto per questa straordinaria manifestazione e per la città che la ospita. Perché Sanremo è Sanremo!”

Infatti Sanremo si farà, il sigillo definitivo lo mette la Rai tramite il Governatore ligure Giovanni Toti. “Ho parlato oggi (ieri n.d.r.) con il direttore generale della Rai Fabrizio Salini, mi ha chiamato per comunicare la decisione di trasmettere nelle date programmate all’inizio di marzo il festival di Sanremo, senza pubblico in presenza, dal Teatro Ariston.

Dovremo riaggiornarci, con Rai e sindaco di Sanremo, dopo il 15, quando verrà approvata la normativa che sarà in vigore nei giorni del Festival: alla luce di questo adegueremo nel dettaglio l’offerta del festival, le trasmissioni, le eventuali iniziative collaterali.

La notizia ci rincuora – aggiunge un soddisfatto Toti -, è un segnale importante, un assaggio di ritorno alla normalità. È confortante anche rispetto a certe voci stravaganti di spostamento della manifestazione in altre località, non si capisce con quale logica visto che il Covid non è certo prerogativa della città di Sanremo”.

Quindi appuntamento senza pubblico al 2 marzo fino a sabato 6 marzo, con ancora Amadeus alla conduzione oltre che alla direzione artistica, coadiuvato da Fiorello e presentatrici in lungo.

Ci saranno cantanti big, nuove proposte e ospiti, ma ciò che conta è che il Festival ci sia. Che poi l’intero comparto dello spettacolo sia fermo da un anno ha poca importanza.

L’emergenza iniziata nel febbraio 2020 durerà ancora tutto il 2021, e sono ottimista.

L’emergenza vorrebbe che le campagne di vaccinazione accelerassero.

L’emergenza vorrebbe una radicale revisione del comparto sanità.

L’emergenza vorrebbe che ogni comparto produttivo potesse muoversi un pochino senza rischiare la chiusura definitiva.

L’emergenza non abbisogna di cinque sere di uno spettacolo monco, sebbene certamente sostenuto dagli immancabili sponsor, e se lo scopo pubblico è portare un pochino di distrazione nelle case… nooo, ahhh perché Sanremo è Sanremo?

 

G. D.

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