Liguria assistenza domiciliare anziani, botta e risposta tra Pd e Regione

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Pd “Alisa interrompe il servizio”, Alisa “Servizio sempre garantito”

Rossetti: “Alisa è allo sbando, pensavamo che il fondo l’avessimo raggiunto con il duo Viale-Locatelli, ma Toti sta facendo ancora peggio”

<<Durante la pandemia i centri semi residenziali non hanno aperto per evitare lo spostamento degli ospiti – commenta il consigliere regionale del Partito Democratico Pippo Rossetti -, e il personale è stato incaricato di seguire i pazienti a domicilio, in modo da garantire, sebbene in maniera modificate, le attività di assistenza necessarie.

Ora, la delibera 253 dispone che, a partire dal 15 luglio 2021, vengano interrotti gli interventi domiciliari e da remoto e che le attività ripartano in presenza con la condizione che personale e ospiti siano vaccinati in misura superiore e/o uguale al 95%.

Peccato che Alisa ignori di non aver comunicato alle strutture qual è il personale vaccinato, visto che le strutture, per motivi di privacy, non ne sono a conoscenza. Per cui, gli enti sono impossibilitati ad aprire a causa dell’inefficienza di Alisa che non ha trasmesso l’elenco degli operatori vaccinati.

I vertici di Alisa – aggiunge Rossetti – forse ignorano che tutti, compreso il presidente della Regione, nonché assessore alla salute, Giovanni Toti, dicono che si devono rafforzare i servizi domiciliari, mentre questa delibera va nella direzione opposta.

Ci saremmo aspettati un tempo di apertura compatibile con i processi autorizzativi e di trasferimento di informazioni tra Alisa e gli enti privati, ma soprattutto, è assurdo sospendere quei servizi domiciliari che dovrebbero invece essere ampliati. Inoltre i tempi imposti per la riapertura sono troppo brevi (le strutture sono state informate della delibera circa cinque-sette giorni dopo l’approvazione) e soprattutto non sono giustificati, visto che l’emergenza pandemica dura fino a dicembre.

Tempi ristetti che hanno causato un altro problema: “Altra condizione chiesta da Alisa, e che  è impossibile da rispettare sempre per i tempi ristretti della comunicazione, è  la richiesta che le ASL autorizzino l’utilizzo di locali aggiuntivi messi a disposizione per far rispettare il distanziamento. Però Alisa non si è accorta che, laddove le strutture riuscissero a mandare le planimetrie, le ASL in sei giorni non sarebbero in grado di darne l’autorizzazione.

Se avevamo colto come positivo il superamento della gestione del precedente commissario straordinario Walter Locatelli, i primi atti della nuova gestione ci inducono a credere che le cose potrebbero peggiorare. Per cui sarebbe opportuno che Toti assessore alla sanità vigilasse sugli atti, auspica il consigliere regionale del Partito Democratico.

Noi chiediamo il ritiro della delibera 253 di Alisa; un programma condiviso con le strutture per la riapertura, e laddove non sia possibile, il mantenimento dell’attività presso il domicilio degli anziani, chiede Rossetti>>.

Sanità, servizio assistenza domiciliare anziani sempre garantito: la delibera Alisa garantisce una risposta alle persone fragili e alle loro famiglie

<<Il servizio di assistenza domiciliare da parte delle Asl è sempre stato garantito. La delibera di Alisa 253/2021 garantisce una risposta alle persone fragili e alle loro famiglie, nonché una ripresa delle attività degli enti gestori».

Così, Cristina Giordano, direttore sociosanitario di Alisa, in riferimento alla nota stampa del consigliere regionale del Partito Democratico Rossetti, che lamenta l’interruzione del servizio di assistenza domiciliare agli anziani.

Il primo piano di riapertura dei centri diurni è stato deliberato il 19/06/2020, recependo le indicazioni nazionali. In quella fase, al fine di evitare il totale isolamento delle persone che prima dell’emergenza Covid frequentavano questi centri, è stata prevista la possibilità di riprendere le attività in presenza in piccoli gruppi e /o in alternativa di svolgere attività a domicilio o da remoto. Peraltro, le attività da remoto hanno riscontrato, nelle persone più compromesse, alcuni problemi in quanto le stesse si sono dimostrate poco complianti.

Da quel momento, fino ad oggi, numerose famiglie, nonché la Consulta per l’handicap, hanno segnalato disagio e manifestato l’esigenza di una ripresa a regime delle attività in presenza nei centri diurni, al fine di sollevare le famiglie e garantire i necessari interventi continuativi per tutti gli utenti che esprimevano un particolare bisogno.

La delibera 253, stante lo scenario epidemiologico, dovendo recepire le disposizioni contenute nell’ordinanza del Ministero della salute dell’8 maggio 2021, ha ripensato alle modalità di ripresa delle attività anche in favore di persone anziane e di persone affette da patologie croniche (ad esempio, Alzheimer).

Tale delibera prevede la ripresa delle attività in presenza laddove ci sia una percentuale di personale e ospiti vaccinati pari al 95%, nonché il mantenimento di tutte le adeguate misure di sicurezza igienico-sanitarie. Resta inteso che, ove non fosse garantita la copertura vaccinale del 95% del personale e degli ospiti, possano proseguire le attività domiciliari o da remoto in essere, purché idonee a garantire l’efficacia dell’intervento. Tale piano di intervento deve essere redatto in accordo con la famiglia e la Asl competente.

Con riferimento all’utilizzo di eventuali locali aggiuntivi che non rientrano nell’autorizzazione al funzionamento, per tale opportunità, non è richiesta un’autorizzazione della Asl bensì una rapida validazione per le vie brevi, modalità peraltro già in uso da circa un anno, nel rispetto della sicurezza complessiva degli ospiti.

La normativa vigente in materia di privacy, relativamente all’obbligo vaccinale degli operatori, impone importanti passaggi a tutela della privacy, con la conseguenza che l’informazione circa la copertura vaccinale degli operatori, può essere acquisita dal datore di lavoro tramite il medico competente>>.

 

G. D.

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