Sassello paese vivo dove c’è molto, eppure… ma svegliati!
Il paese vive di ricordi ed è in crisi di identità, in difficoltà a rinnovarsiSassello sveglia!
– Ho già avuto modo di scrivere che Sassello ha preso una direzione triste e pessimistica sul presente e futuro, dove il cittadino ha grande memoria del passato ma non riesce a cogliere il buono che possiede e di cui essere orgoglioso.
Ad ogni estate esce qualcuno a raccontare quando trentacinque anni fa eravamo belli e bravi, dove Sassello2000 monopolizzava e coinvolgeva, o quando l’estate durava tre mesi e la gioventù pullulava in ogni dove.
La società è cambiata: c’era poco e te lo facevi bastare; c’era un falso benessere che ti faceva spendere ma non investire.
Prendiamo i giovani. Nascevano colonie di bambini, le leve erano numerose e fra i tanti alcuni aprivano aziende, si occupavano di volontariato, erano attivi e nel frattempo si divertivano, e facevano divertire, tutto l’anno. Con i numeri realizzi molto, dobbiamo farcene una ragione.
Infatti, dietro ai numeri il calo dei turisti, pochi quattrini, con molti che preferiscono altri lidi, magari stranieri a buon prezzo. Il paese invecchia, i nuovi arrivi non coprono i deceduti, e l’appartenenza al paese viene meno. I sacrifici per la collettività restano ricordi.
Oggi restano una manciata di volontari a tirare la carretta, ma l’età avanza anche qui, i ricambi non ci sono. Va bene la Festa della Croce Rossa, dura pochi giorni e l’impegno è garantito, ma le esigenze di una associazione sono per tutto l’anno.
E chi si lamenta col Comune vorrei ricordare che fino al 1995 dal Municipio arrivavano solo autorizzazioni, nessun spettacolo organizzato e neppure una lira… poi l’acquisto del palco e col tempo qualche contributo e qualche manifestazione. Ma grazie alla forza di quella comunità che si chiamava Sassello2000 furono anni gloriosi con centinaia, sì, centinaia di comparse e protagonisti.
Ecco perché certe stagioni non torneranno, i nostri problemi sono generali (leggetevi di Alassio sul fondo).
Ma se non ci sono più gli attori, resta il palcoscenico, ed è notevole.
Cercherò di ricordare qualcosa, andando in ordine sparso, senza classifiche di merito:
Sassello oggi prende un bimbo al nido e lo porta fino alla scuola serale a distanza con un diploma di secondo grado, c’è la banca, la posta, una farmacia, dottori e specialisti, infermieri a domicilio, c’è lavoro con fabbriche internazionali di prodotti dolciari, così come il legname, una agricoltura pluridisciplinare che dà lavoro, oltre un tessuto commerciale artigianale e professionale vivo compreso un mulino ad acqua ed i suoi prodotti sempre nascenti, ci sono attività sportive di livello che vanno dalle bocce al calcio con due centri attrezzati, abbiamo un conosciuto campo nudisti, c’è una residenza protetta (un tempo ospedale) che ci attende per quando sarà il momento, c’è un invidiabile cinema-teatro-sala congressi con film settimanali di prima visione e spettacoli della Compagnia locale anche aperta alla formazione amatoriale, ci sono due musei in tre distinti presidi con materiale locale che parte da 30 milioni di anni fa ai quadri contemporanei, una biblioteca aggiornata da oltre 15 mila volumi con giardino di lettura per grandi e piccini, c’è il 50% dell’intero territorio del Parco Beigua Geopark Unesco e lì si apre un mondo di ambiente flora e fauna, ci sono consorzi dei funghi che convogliano gli utili sul territorio, ci sono Confraternite e volontari che aiutano la Curia a mantenere chiese e cappelle in ordine con straordinarie processioni nella Settimana Santa ed al Corpus Domini con l’Infiorata, c’è un campo da motocross aperto ogni domenica e gare, così come maneggi con cavalli, ci sono associazioni di volontari che propongono pesca, sci, presentazione libri e film, musica classica, gastronomia, conferenze, attività ludiche e per i bambini, oltre a quelle assistenziali dove la Croce Rossa ci sorveglia, così come l’Avis, e chissà cosa mi sono dimenticato e per questo chiedo venia.
E chissà, per ricordare tutto questo, oltre farlo sapere al turista, non si possa creare un pannello “Sassello è…” sul muro del distributore (vedi immagini) che dà sulla piazza, pardon, posteggio Rolla.

Su di un giornale di Alassio (il 50% del turismo ligure si fa lì), leggo pochi giorni fa “…le imprese che faticano, i cittadini che chiedono servizi migliori, i giovani che se ne vanno…” oppure sull’Agenzia AdnKronos “Solo il 44,1% della popolazione italiana può accedere a un panificio entro 15 minuti, il 35,4% a una pescheria, il 59,7% a un fruttivendolo e il 61,4% a un supermercato. Lo ha detto Unioncamere, secondo la quale 206 comuni (di cui 205 con meno di 1.000 abitanti) non presentano alcun esercizio di commercio al dettaglio, coinvolgendo circa 51.200 persone”.
E poi, siamo sinceri, il Paese deve farsi un bagno di umiltà, non è più quello di un tempo. Certi prezzi rasentano località d’élite. Mentre i numerosi stranieri che frequentano il Paese sono una risorsa su cui vanno fatte considerazioni.
Non aggiungo altro, amo il mio paese, basta vivere di ricordi… Sassello sveglia!
G. D.
