Sassello, un paese si identifica anche da chi lo frequenta: Buticchi e Kuaska

Ieri, a distanza di un paio d’ore, il Paese ha goduto la presenza di due personaggi internazionali
Sassello fa turismo? – Chi ha orgoglio e appartenenza del Paese in cui vive, soprattutto se di indirizzo turistico come Sassello, magari conscio della sua storia, del suo vissuto, di chi ha saputo renderlo famoso e popolato, di chi ancora lo rende celebre e conosciuto nel mondo, ieri non può non aver apprezzato la presenza di due grossi personaggi. Complimenti a chi li ha invitati.
Il primo si è presentato in piazza Baldovino Bigliati con un libro sottobraccio, ma di libri ne ha scritti moltissimi. Marco Buticchi è stato invitato dalla vulcanica associazione Segnalibro del presidente Michele “Codino” Gazzolo, che anni fa si è inventata il “salotto dell’AperiLibro”, dove nella bella stagione presenta autori e libri intervistandoli nel profondo dell’anima.
Questa volta ha fatto il botto: ha portato Buticchi, colui che viene definito il “maestro italiano dell’avventura”. E chi lo legge ne è ben certo della definizione.
La sua fan Cristina Ottonello lo ha brillantemente intervistato, scoprendone simpatia e disponibilità non così comuni in chi è famoso e corteggiato professionalmente.
L’autore ha presentato l’ultima fatica “La più bella del mondo”, annunciando già il nuovo romanzo “Il Comitato delle Ombre” nelle librerie dal 29 settembre.
Pochissime ore dopo, a duecento metri di distanza, nel locale Ghirigoro di Luca Rossi, ben curato dalla moglie Cristina e dalle due figlie Ginevra e Angelica, dove nascono le birre del Birrificio El Issor, si presenta un personaggio completamente diverso, sebbene autore anche lui di libri e scritti: Lorenzo “Kuaska” Dabove.
Già, Dabove, per ora non c’è un legame con gli omonimi sassellesi, ma ci stiamo lavorando…
Kuaska in cinquant’anni di vita tra le birre viene ormai consacrato quale “profeta della birra artigianale che la racconta come un atto di cultura, non di consumo”.
Insomma, un ambasciatore delle grandi fermentazioni belghe, padre spirituale dei primi microbirrifici italiani, docente e giudice internazionale. Il suo credo è “ascoltare” cosa c’è dentro un bicchiere.
E ieri sera ha fatto il suo di fronte ad un uditorio con piatti pieni poi “lubrificati” dagli esperimenti di Luca grazie anche ai preziosi consigli del Dabove.
Due appuntamenti che mi sono piaciuti, che debbono far pensare, specie a chi parla di turismo magari credendo che trascinando le folle in gustose sagre mordi&fuggi si possa risollevarlo.
Sassello è un nobile paese da anni troppo trascurato, dalle scarse offerte stimolanti, senza strutture idonee, senza una programmazione pluriennale, e, soprattutto, dall’arcaica mentalità paesana, giovani compresi.
Il turista, il visitatore, insomma chi viene nell’amato Sassello (perché si sa, è amato!), di questo ne siamo certi, va accompagnato a scoprire le sue risorse, le tante qualità della sua gente, e magari non munto nel portafoglio e logorato nell’entusiasmo di chi arriva con tanta curiosità.
Sassello necessità di tutto: dalle sagre alle serate di ballo, dagli sport tradizionali a quelli all’aperto, da uno spazio spettacoli e intrattenimento a parchi giochi per bimbi recintati e curati, dal mordi&fuggi allo scoprire che ci si può vivere.
Sassello va aperto.
In tutto questo Marco Buticchi e Kuaska Dabove c’entrano qualcosa?
G. D.
































