Beigua e Tarinè a PresaDiretta, un servizio che non mi è piaciuto

Beigua e Tarinè a PresaDiretta, un servizio che non mi è piaciuto
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Ieri sera è andato in onda un servizio che ha trattato anche la possibile estrazione di titanio ai confini del Parco

Il servizio pubblico di PresaDiretta su Rai3 ha esposto la situazione sulle ricerche passate e presenti circa il titanio che sta trovando tanta opposizione dalla popolazione e amministratori locali del Parco Beigua, peraltro da quasi cinquant’anni.

“Presa diretta – La rivoluzione elettrica” ha registrato 1.417.000 spettatori con uno share del 6.6%

Al di là dei cenni ripetuti sulle contrarietà dei residenti, manco fosse una tribù indietro coi tempi, il servizio non mi è piaciuto, tanto è vero che la chiusura del conduttore da studio Riccardo Iacona è stata infelice e provocatoria, ma ne scriverò più avanti, ora lasciamo al sindaco e presidente Parco Beigua Buschiazzo un primo commento sulla trasmissione

<<Credo che abbia rappresentato con fedeltà la situazione che viviamo e come percepiamo questa ipotesi legata alla miniera – commenta il sindaco di Sassello  Daniele Buschiazzo -. In generale, la trasmissione ha fatto capire che il problema della transizione ecologica non può essere affrontato con metodi tradizionali e pensando che le risorse della terra siano infinite (il caso di Amsterdam e dell’economia a ciambella è emblematico: non si risolve il problema della mobilità con più auto elettriche, ma con più trasporto pubblico).

Inoltre, tengo a sottolineare che il caso di Sassello non sia un caso di Nimby (Not in my back yard, non sul mio retro cortile) (la protesta da parte di membri di una comunità locale n.d.r.), ma di un luogo in cui ambiente e sviluppo economico vanno di pari passo da secoli (mi verrebbe da dire millenni, pensando alle nostre asce in pietra trovate in Svezia e in Spagna).

Quindi, come detto – conclude Buschiazzo -, noi la transizione ecologica l’abbiamo già fatta>>.

Le mie osservazioni negative partono da come è stato presentato il nostro territorio: due brevi interviste, sulla contrarietà alla miniera, al co-gestore del Bar Jole Alberto Sala e all’agente immobiliare Luciana Romano, precedute dai tecnici Fiorenzo Fumanti, capo del servizio geologico d’Italia Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), e Domenico Savoca ingegnere consulente minerario della Anim (Associazione Nazionale Ingegneri Minerari, Ingegneri delle Georisorse, delle Geotecnologie, dell’Ambiente e del Territorio).

Quindi due addetti ai lavori sull’estrazione, non certo sulla salvaguardia del territorio e della sua gente.

Fumanti addirittura ha affermato che “E’ vero che sono stati fatti disastri anche da noi, però è anche vero che si può fare una ricerca mineraria e un’estrazione mineraria con tecnologie sostenibili”.

Tecnologie sostenibili che però non ha precisato quali siano, visto che sul Tarinè c’è ampia letteratura circa un’estrazione a cielo aperto assai inquinante.

Savoca ha confermato che il titanio intorno al monte Tarinè è il 30% delle riserve mondiali, che tradotto in soldoni, dovrebbe aggirarsi sui 20/30 miliardi di euro, e come a livello politico avrebbe un interesse enorme che ci rimetterebbe nella cartina mondiale delle materie prime. Ha anche detto che per sua esperienza quarantennale, se la collettività locale non è d’accordo è difficilissimo superare l’opposizione (speriamo!).

Le battute finali del conduttore da studio Riccardo Iacona sono state proprio di “cattivo gusto”, come affermato dal sindaco Buschiazzo: “Associare i cambiamenti climatici al no alla miniera è stato di cattivo gusto”.

Iacona ha chiuso così “La transizione ecologica noi l’abbiamo già fatta a casa nostra, dice il sindaco di Sassello, peccato che poi quando arriva una tromba d’aria o un’alluvione non si ferma alle porte del comune di Sassello”. Lascio al lettore ogni considerazione!

Certamente la trasmissione, che si intitolava “La rivoluzione elettrica”, aveva un taglio sulla transizione ecologica e non in difesa di questo o quello, però transizione ecologica significa creare un insieme che possa far crescere l’economia senza però demolirne l’ambiente.

Infatti, i comuni di Sassello e Urbe prima, e il Parco Beigua quando è nato poi, hanno fatto alcune scelte importanti, anche con restrizioni e paletti spesso non graditi ma poi compresi dalla popolazione, e se oggi c’è un ritorno di gente su questi bricchi, forse è proprio dovuto a queste scelte. Aree a noi vicine ne hanno fatte altre di scelte, e per quanto ne pagheranno le conseguenze?

 

G. D.

Un pensiero su “Beigua e Tarinè a PresaDiretta, un servizio che non mi è piaciuto

  1. Sono d’accordo con il sindaco di Sassello, mi ha lasciato di stucco la conclusione di Iacona. Non solo è di cattivo gusto ma additrittura contraddittoria. Forse si è trattato di un concetto espresso male. Almeno così spero. Piena solidarietà quindi a tutti gli abitanti di quella bellissima zona, che davvero ci auguriamo non venga stuprata da miniere e cose di quel genere.

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